Gli ultimi aggiornamenti Google: dal Medical Update a BERT

logo google dai contorni poco chiari come gli ultimi update

La setta dei SEO Complottisti Anonimi – non pochi al mondo, a dire il vero – immagina il signor Google come uno Sheldon Cooper barbuto che, al chiuso della sua stanzetta stipata di statuine di Warhammer e album dei Dimmu Borgir, gioca a far impazzire la schiera dei SEO Buoni. 

Niente affatto. Google non si diverte a mettere in crisi i consulenti e le agenzie SEO ma ha semplicemente bisogno di aggiornare, più e più volte durante l’anno, gli algoritmi che lo governano affinché le SERP continuino a funzionare a dovere, ovvero a restituire agli utenti le informazioni più precise, veritiere e sensate possibile.  Ecco perché, da un anno almeno, Google ha scelto di comunicare i propri update alla community tramite il blog ufficiale e i canali Twitter. 

Non ricordi tutti gli update dell’ultimo anno? Facciamo un ripassone insieme!

I 4 Core Update 2019

Il 2019 è stato un anno memorabile da questo punto di vista: Google ha rilasciato non uno, non due ma ben 4 Core Update in un 365 giorni. Molti ricorderanno soltanto l’ultimo, BERT, perché è stato certamente quello che più di tutti ha sconvolto le vite di alcuni SEO (ebbene sì, anche il contenuto ha la sua importanza). Soltanto il cosiddetto Medical Update, rilasciato nell’agosto 2018, aveva avuto un effetto tanto dirompente.

Tuttavia, anche gli altri aggiornamenti 2019 sono degni di nota, non foss’altr perché hanno spianato la strada a BERT. Vediamoli:

  1. Core Update Marzo 2019: introduce meglio il concetto di “rilevanza della keyword” e inizia a prospettare l’idea di un algoritmo in grado di interpretare il contesto d’uso della query.
  2. Core Update Giugno 2019 seguito pochi giorni dopo dal Site Diversity Change. L’update pare riguardasse il metodo di classificazione dei criteri di ricerca, il Site Diversity Change invece, stabiliva una nuova regola: ogni dominio non può figurare in SERP con non più di 2 risultati (per query).
  3. Core Update Settembre 2019: riguarda un punto centrale delle linee guida per Quality Raters chiamato YMYL –Your Money or Your Life, secondo cui alcuni settori, con i loro contenuti, possono avere un impatto importante sulla vita delle persone. Pertanto, alcuni ambiti “sensibili” dovrebbero rispettare le linee guida prescritte da Google in quanto alla qualità dei contenuti.
  4. Core Update Ottobre 2019: si tratta di BERT su cui sarà il caso di spendere due paroline in più.

BERT 

BERT è l’acronimo di Bidirectional Encoder Representations from Transformers e si tratta dell’aggiornamento più importante rilasciato da Google negli ultimi anni, in quanto ha rivoluzionato il modo in cui l’algoritmo processa sia le pagine web sia le ricerche effettuate dagli utenti. 

l'update bert annunciato da google via twitter
BERT è stato rilasciato ufficialmente negli USA il 25 ottobre 2019. Negli altri paesi la fase di rollout è stata conclusa nel mese di dicembre 2019. Fonte: Google SearchLiaison.

Frutto di lunghe ricerche condotte proprio da Big G nel campo delle teorie computazionali applicate al linguaggio umano, BERT è basato per l’appunto sull’elaborazione del linguaggio naturale (NLP – Natural Language Processing) in base al cosiddetto “principio di pertinenza”. In parole povere: il linguaggio consente agli umani di comunicare ma è la capacità di contestualizzare che consente agli umani di comprendersi. La pertinenza funziona così anche per Google: le SERP post BERT sono molto più “umane” e sono quindi in grado di restituire all’utente risultati diversificati e pertinenti con i reali intenti di ricerca di ciascun individuo.

Wittgenstein, oggi, sarebbe stato tra gli artefici di questo importante update, in quel di Mountain View! 

wittgenstein, il filosofo del linguaggio antesignano si sullivan

Tutto ciò ha cambiato, e non poco, anche il modo di fare SEO di molti consulenti e agenzie che hanno iniziato a prestare sempre più attenzione alla qualità del contenuto, impostando strategie SEO basate sulle reali esigenze delle buyer personas e sul modo in cui gli utenti interagiscono con il motore di ricerca. 

Da qui le tante novità proposte da Google in SERP, ad esempio una maggiore attenzione al risultato zero e alla ricerca vocale.

L’ultimo aggiornamento, il January 2020 Core Update

core update gennaio 2020 annunciato da google su twitter
Fonte: Google SearchLiaison.

Il 13 gennaio è stato annunciato un nuovo Core Update ma questa volta, Google, è stato più lapidario del solito. Non ha precisato alcun dettaglio e come sempre ha rimandato alla guida di sopravvivenza agli update per developers in cui invita alla calma e fornisce tanti utili consigli su come affrontare gli aggiornamenti senza farsi prendere dal panico.

Sì va bene, ma cosa bisogna fare adesso?

Cosa fare in caso di Update: i consigli di Google

Google, ripetiamolo tutti insieme, non è cattivo e non ha alcun interesse ad arrecare danni al sito di Tizio o Caio. Gli update sono necessari dal punto di vista strutturale e in alcuni casi riguardano anche il contenuto. Lo dimostra il fatto che spesso gli update sono stati preceduti da un aggiornamento delle linee guida per i Quality Raters, figure leggendarie tra realtà e mito, che si occupano dell’analisi e della valutazione dei siti web.

Che si tratti quindi di un miglioramento estetico (le favicon dei siti web in SERP vi dicono niente?), un ritocchino alle linee guida per i QR o di una mega rivoluzione algoritmica, un fattore comune c’è ed è l’invito di Google alla calma. A volte, infatti, non è necessario reagire in alcun modo in quanto gli update sono sì aggiornamenti di rilievo, poiché consentono di “fixare” alcuni aspetti o criticità, ma d’altro lato non sempre hanno un impatto devastante sulle SERP e dunque non sempre richiedono ai SEO di rivedere la loro strategia quindi niente panico! 

Questo è il caso del Core Update di Gennaio, ad esempio, accompagnato da un messaggio laconico. Caso diverso fu quello del Medical Update 2018 che generò il panico tra i consulenti. Nessuno mai potrà dimenticare le Alpi e gli Urali disegnati dai grafici di Ognidove. Il Medical Update, in effetti, colpì siti accomunati dalla scarsa qualità dei contenuti più genericamente identificati come i siti correlati al tema della salute e del benessere.

Tra gli obiettivi Google, infatti, c’è la questione ambientale delle SERP: devono essere ambienti puliti, offrire contenuti veritieri, utili, che rispondano al Paradigma EAT (Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness). NO quindi alle fake news, ad esempio, come ci insegna il recente caso delle misure messe in atto in SERP per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

estratto dalle linee guida google per quality raters
Un estratto dalle linee guida di Google per i Quality Raters aggiornate a Dicembre 2019 su che cos’è il Paradigma EAT. (Ndr: MC = Main Content).

Strumenti utili per non perdersi gli update di Google

Se sei un SEO specialist o semplicemente ti incuriosisce comprendere meglio il mondo di Google, tieni d’occhio i canali Twitter ufficiali @Google e @searchliaison. Proprio qui, con un cinguettio, ma anche sul blog per webmaster di Google, Danny Sullivan e soci annunciano i Google Update e svelano qualche barbatrucco sul funzionano delle SERP di Google. 

Altri tool interessanti da tenere nella cassetta degli attrezzi sono gli strumenti di monitoraggio delle SERP come Cognitive SEO a MozCast, grazie ai quali conoscere la volatilità delle SERP mondiali giorno per giorno.

Perché è possibile che una mattina il sole sorga, i grafici del tuo sito calino a picco e tu voglia soltanto tornare sotto le coperte per non pensarci su ma non temere! Probabilmente è soltanto il buon Google che sta giocando al piccolo Sheldon Cooper.

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