Il blog di Quindo

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Questa stanza non ha più pareti. Il telelavoro

Il filosofo Juan Punset considera la flessibilità come uno dei pilastri su cui si fonda l’intelligenza umana, mentre lo psichiatra Luis Rojas Marcos afferma ciò che permette alle persone di avere successo nella vita non sono né la forza fisica, né l’intelligenza, bensì la capacità di sapersi adattare ai cambiamenti di qualsiasi tipo, sia che si tratti di una importante crisi economica o di un banale giorno di pioggia che rovina i nostri progetti.

È innegabile è che viviamo nell’era del cambiamento, sono poche le cose che facciamo come la generazione che ci precede:  internet ha rivoluzionato in bene e in male le nostre vite in tutti i settori e influenza continuamente  i nostri comportamenti. Nulla è come prima e tutto è in movimento. Ci conosciamo e confrontiamo attraverso I Social Network, acquistiamo tramite gli e-commerce, ci informiamo on line e sempre più frequentemente non andiamo più in ufficio perché lavoriamo da casa!

È di questo ultimo aspetto che ci vogliamo occupare, sollecitati, da un annuncio importante dato dalla più famosa multinazionale alimentare:  “Nasce in Nestlé il telelavoro, un’importante iniziativa che consente ai collaboratori del Gruppo di organizzare il proprio lavoro in modo flessibile e aiutarli così concretamente a conciliare gli impegni della vita lavorativa e familiare.”

È in questa notizia  che si concretizza una nuova rivoluzione e nella quale si racchiudono i prìncipi cardine della nuova frontiera del lavoro:

  • Flessibilità
  • Libertà di gestire il tempo

Naturalmente non tutti i lavoro possono essere gestiti da remoto spesso ci sono delle insormontabili difficoltà oggettive ma è interessante scoprire che sono di più di quelli che riusciamo ad immaginare, basta avere una visione aperta, fiduciosa e lungimirante.

I benefici che la delocalizzazione dei collaboratori può portare all’azienda:

  • Nessun confine geografico: il piccolo imprenditore può operare in un contesto di mercato globale anche senza mettere in piedi un’azienda multinazionale.
  • Benefici fiscali: attraverso la delocalizzazione produttiva per via telematica l’imprenditore può accedere al mercato del lavoro senza limiti geografici e beneficiare, ad esempio, delle differenze salariali tra paesi e questo lo sanno molto bene le  software house grandi e piccole residenti nella Silycon Valley statunitense che utilizzano normalmente il lavoro di ingegneri e tecnici residenti in India.
  • Presidio territoriale: il ricorso al telelavoro può anche essere un’utile soluzione per reclutare venditori e assistenti post-vendita direttamente sul mercato di destinazione dei prodotti. In tal modo l’impresa venditrice si assicura una presenza diretta e capillare sul mercato di vendita e può superare anche tutta una serie di ostacoli che impediscono la penetrazione dei suoi prodotti: vincoli urbanistici o carenza di immobili per impiantare strutture di vendita diretta, difficoltà ad operare attraverso gli intermediari locali, ostacoli linguistici e culturali.
  • Abbassamento se non addirittura in alcuni casi azzeramento delle spese di locazione e mantenimento immobili.
  • Maggiore produttività: per quanto possa essere incredibile una ricerca ha evidenziato che il lavoratore in telelavoro si assenta meno per motivi di malattia, le donne rientrano prima dal loro congedo di maternità e la possibilità per il lavoratore di lavorare per obiettivi e non per orari lo rende più performante.

Tutto questo nel bilancio aziendale si traduce con una sola parola: maggior utile.

I vantaggi del telelavoro per il lavoratore:

  • Nessun costo per raggiungere la sede di lavoro: ci si sveglia già in sede.
  • Minor stress con la possibilità di lavorare senza interruzioni e in un ambiente famigliare avendo a disposizione più tempo da dedicare alla famiglia o ai propri hobbies.
  • Gestione degli  orari e opportunità di  programmare la giornata lavorativa, purché si osservi gli accordi contrattuali.
  • Nel caso in cui il contratto di lavoro non preveda dei rientri periodici in azienda ma contempli il solo lavoro remotizzato, il telelavoratore può decidere liberamente di cambiare città senza essere costretto ad abbandonare il posto di lavoro.
  • Maggiore motivazione: se il telelavoratore può decidere di lavorare dove e quando vuole e programmare personalmente la gestione dei suoi carichi di lavoro, sarà anche più motivato nel lavoro stesso: prima svolge l’incarico affidato prima avrà del tempo libero a disposizione.
  • Il contratto di lavoro che disciplina il telelavoro prevede gli stessi diritti e doveri degli altri contratti prevedendo solo alcune e ovvie regole come il non divulgare il materiale sensibile o il non danneggiare gli strumenti di lavoro che l’azienda gli ha fornito.

Piccola nota dolente: gli svantaggi del telelavoro

Lavorare da casa ha i suoi lati positivi e negativi  per entrambe le parti.

Per il lavoratore  c’è la riduzione della vita relazionale esterna e il rischio di confondere vita personale e vita lavorativa, per ridurre al minimo questi rischi  è consigliabile seguire alcune piccole regole: la prima è quella di individuare il proprio ambiente di lavoro e renderlo inaccessibile ed inviolabile da genitori, partner e figli. Non deve essere necessariamente uno studio in piena regola, ma deve essere un luogo in cui poter lavorare nella massima tranquillità. In secondo luogo è necessario imporsi degli orari, poiché un’eccessiva dose di libertà potrebbe essere dannosa e controproducente. Quindi, sì alle pause ma con discrezione, senza esagerare e di contro darsi degli orari anche per non cadere nel rischio di lavorare sempre.

L’ultima regola prevede una continua interazione sociale, poiché la totale solitudine potrebbe condurre ad una vera e propria alienazione del lavoratore. Dunque, è consigliabile mantenersi in contatto con i propri colleghi durante le ore lavorative, per mezzo dei moderni mezzi di comunicazione, come Skype, chat o telefono.

Dal punto di vista aziendale invece esiste un unico svantaggio che è l’impossibilità del controllo diretto sul lavoratore ma se si ha deciso di optare per questo modello di collaborazione si è già oltre il muro del sospetto e della diffidenza ma se non verranno consegnati i compiti assegnati o raggiunti gli obiettivi stabiliti entro la data indicata abbiamo già la risposta: quel lavoratore non fa per voi.

 

Concluderei evidenziando che tutto quello che abbiamo descritto è una realtà ben conosciuta dalle agenzie di Web Marketing che hanno fatto dell’agenzia distribuita il loro virtuoso modello di collaborazione con i dipendenti aziendali e i collaboratori freelance, che sono proprio loro i promotori più ispirati e soddisfatti di questo tipo di collaborazione.

Simona ChitiQuesta stanza non ha più pareti. Il telelavoro

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