Long tail keywords: cosa sono e come usarle

Alle basi di un solido progetto SEO c’è sempre una Keywords Research completa che mostri uno spaccato del mercato che si vuole aggredire. Ma come fare a generare subito traffico qualificato che sia pronto a convertire?

L’obiettivo come sempre è monetizzare il progetto, ma puntando su keywords con alto volume e concorrenza proibitiva i sogni di gloria sono destinati ad infrangersi.

L’asso nella manica di ogni SEO sono dunque le long tail keywords, parole chiave mooooolto lunghe ma specifiche, cercate da utenti che sono ad un passo dalla conversione e dove la concorrenza è ai minimi.

In questo articolo vi mostrerò nello specifico cosa sono le long tail keywords, come trovarle e perché concentrarsi su questo tipo di parola chiave piuttosto che puntare al generico.

 

Cosa sono le long tail keywords

Le long tail keywords (letteralmente “parole a coda lunga”) sono parole chiave molto specifiche ed articolate, meno comuni rispetto alle più generiche short tail, che non offrono volumi esorbitanti ma che nascondono dietro una grande qualità nell’intento di ricerca.

grafico a torta volumi

Il termine “long tail” deriva da un libro di Chris Anderson dove l’autore spiega come “virtualmente” esiste un mercato per ogni singolo prodotto. In alcuni casi il mercato si riduce ad una nicchia, che rimane molto piccola ma profittevole.

Detto ciò, dovete sapere che su Google la maggior parte delle ricerche, parliamo del 98% circa, è composta da long tail, nello specifico keywords che hanno un volume medio mensile stimato compreso tra le 0 e le 100 ricerche (Dati presi da uno studio Ahrefs.com). 

Se espandiamo il grafico a torta riusciamo a visualizzare finalmente questa “coda lunga”, un gran numero di ricerche diverse, specifiche, e con volumi bassi.

Differenza tra Long Tail e Short Tail

Rispetto ad una short tail una long tail è dunque:

  • Più articolata e precisa;
  • Meno cercata;
  • Più qualitativa in termini di intento di ricerca dell’utente;
  • Più facile da posizionare data la scarsa concorrenza. 

Quando puntare sulle long tail? Quando il nostro progetto è agli albori e non abbiamo rilevanza per Google. Dobbiamo costruirci un nome e sicuramente non ci posizioneremo mai per parole chiave generiche con volumi di migliaia di ricerche mensili. 

Ma anche quando abbiamo sottomano un sito grosso e storico, le long tail possono essere quel “low-hanging fruit” da cogliere nel momento del bisogno, quando magari i tassi di conversione non sono così soddisfacenti. 

Inoltre, specie negli ultimi anni e con gli ultimi update di Google, che è passato da motore di ricerca a motore di risposta, rispondere all’intento specifico e complesso degli utenti è la strategia chiave per continuare a fare della SEO e del traffico organico uno dei canali principali di business

 

Qua sotto un esempio di Short Tail e Long Tail sul mondo SEO:

Short Tail: “SEO” → Volume 26k mese stimato → Keyword Difficulty Hard (43)

volume keywords ahrefs

Long Tail: “Posizionamento sui motori di ricerca milano” → 250 volume mese stimato → Keyword difficulty Easy (0)

difficoltà keyword ahrefs

Qui la differenza è netta, passiamo da 26.000 ricerche mese a 250, da una keywords difficulty di 43 (molto alta) a 0  ma soprattutto passiamo da un intento di ricerca molto vago, informazionale perlopiù, ad un intento preciso e commerciale, l’utente sta cercando un consulente SEO per posizionare un sito a Milano, una query per giunta local e con la quale sarebbe più semplice posizionarsi.

 

Come trovare le Long Tail e come scremarle

Per individuare le long tail la regola è di ricercare parole chiave complesse, composte da almeno 4 parole e con un volume che si aggira tra le 10 e le 400/500 ricerche mensili. Ovviamente dobbiamo porre l’attenzione anche alla keyword difficulty, una metrica che ci indica quanto è effettivamente difficile posizionarsi per una query in base a fattori di posizionamento come i link esterni e l’autorità dei domini che sono nelle SERP (risultati di ricerca di Google). 

Una volta individuate, il mio suggerimento è quello di scaricarsi tutte le idee in un foglio excel, cercandole su tool come Ahrefs, SEMRush, UberSuggest o il Google Keyword Planner.

Correliamo quindi i dati estrapolati attraverso una formula che ci darà un’idea del potenziale delle nostre keyword.

Moltiplichiamo la radice del volume mensile per un valore (ipotizziamo da 1 a 5, in base alla lunghezza della frase ) per la keyword difficulty, che nel caso sia 0 dovrà assumere un valore molto basso.

Più la parola sarà lunga e avrà un volume alto con keyword difficulty bassa, più il potenziale, la metrica che abbiamo ideato, sarà alto, rivelando le migliori keywords.

Esempio di potenziale SEO calcolato per mostrare le long tail più profittevoli.

tabella excel

In conclusione: Long Tail o Short Tail?

Come sempre nella SEO la risposta a tutto è “Dipende”. 

Non c’è mai la certezza ed il prendere una regola aurea per qualsiasi cosa spesso porta ad errori. La SEO non è una scienza esatta, è fatta di test ed esperimenti, ciò che funziona per qualcuno potrebbe non funzionare per qualcun altro, dunque occhio.

Bisogna sempre ragionare con i dati che abbiamo davanti e soprattutto prendere scelte strategiche adeguate al progetto che stiamo avviando o che ci troviamo a gestire. In ogni modo le long tail possono essere quell’opportunità non ancora sfruttata di creare un blog o arricchire pagine di contenuto, non tanto per incrementare il traffico ma quanto per incrementare il KPI, che alla fine paga lo stipendio di tutti, ovvero la conversione.

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