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Come la SEO ha influenzato il mercato del porno

Il porno, al di là di ogni considerazione etica, è il motore di diverse rivoluzioni tecnologiche. Secondo la società XBiz, specializzata nelle analisi del mercato pornografico, il 38% dei visori per la realtà virtuale viene venduta a persone che vogliono utilizzarlo per fruire materiale adult.

Trecento milioni di utenti visitano ogni giorno 260 milioni di siti pornografici: il 75% sono uomini, il 25% donne, ma il trend segna un incremento della fruizione dei contenuti da parte del pubblico femminile.
Ogni secondo vengono spesi 3.000 dollari per acquistare contenuti pornografici, non stupisce considerando che l’industria della pornografia è da sempre tra le più fiorenti: nel 1748 John Cleland scrive “Fanny Hill. Memorie di una donna di piacere” per poter saldare i propri debiti – in 3 anni il suo editore guadagna 10.000 sterline; nel 2015 il porno ha generato profitti per 152 miliardi di dollari, nonostante la pirateria e il dilagare di contenuti gratuiti (PornHub è il 33° sito più visitato al mondo).

Jon Ronson, giornalista inglese e documentarista, parla dell’industria del sesso in “The Butterfly Effect”; dopo l’avvento dei siti di “video porno gratis”, spiega non solo come la SEO ha condizionato la scelta dei titoli dei film, che contengono sempre almeno una parola chiave (perché oggi nessuno cercherebbe “woman of influence”), ma anche come ha influenzato la produzione dei contenuti: se sei un’attrice porno di 25 anni è impossibile trovare lavoro perché non sei né una “teen” né una “milf”.

La strategia SEO ideale influenza sempre la strategia aziendale, che si tratti di decorazioni per torte o di video porno.

Da un punto di vista SEO, il settore è tra i più complessi: molte chiavi di ricerca sono presidiate da anni dagli stessi player ed è estremamente difficile ottenere backlink spontanei, per essere competitivi bisogna pianificare strategie a lungo termine e preventivare investimenti decisamente cospicui.
La SEO nel porno, più che in altri settori, è soggetta al modello di business del sito (abbonamenti, pubblicità, etc) e parlare di intenzione di ricerca in questo ambito sembra quasi ironico: l’utente sa cosa vuole e cerca un contenuto determinato, spesso con una keyword precisa.

Come si ottimizza un sito adult?

L’ottimizzazione SEO di un sito adult non si differenzia, in termini generali, da qualsiasi altro sito web (contenuto di qualità, formattazione, valorizzazione tag, riduzione velocità di caricamento della pagina, etc) ma ci sono alcune peculiarità che rendono la configurazione più laboriosa: nei siti porno la quantità di testo è spesso minima (non ci sono testi, se non il titolo) e i contenuti sono per lo più video o foto.

La maggior parte dei player del settore alimenta i propri contenuti, importando video da altri siti, manualmente oppure tramite software. Il problema non è la duplicazione del contenuto video ma la duplicazione dei testi di meta tag, titoli e descrizioni: lo spider di Google non vede i video, tiene in considerazione solo gli elementi testuali che devono rigorosamente essere unici.

Ogni volta che viene aggiunto un nuovo filmato, è quindi buona norma modificare gli attributi testuali, evidenziando per quanto possibile, le parole chiavi con cui si vuol posizionare quella specifica pagina del sito, senza esagerare per evitare testi senza senso e/o pieni di chiavi e quindi a rischio di penalizzazione.

Un blog è sempre un’ottima soluzione per attirare traffico al sito, consente di lavorare sulle “ricerche correlate” e sui trend del momento (come il recente caso del ‘rusty trombone’, che dopo l’articolo su Cosmopolitan ha avuto un’impennata di ricerche). Trattandosi di un argomento spinoso, per ottenere condivisioni e menzioni, i contenuti devono rigorosamente essere di qualità, Pornhub Insights docet.

Quali sono le chiavi di ricerca più amate dagli italiani?

L’interesse in Italia, negli ultimi 12 mesi, è costante e raggiunge cifre imponenti.


Su Google, la parola ‘porno’ viene cercata 226.000.000 volte al mese, ‘video porno’ 37.200.000, ‘milf’ 6.120.000.
Il motore di ricerca interno a Pornhub ci dice quali sono le categorie più ricercate dagli utenti sul sito e come sono cambiate nel corso degli anni.


Gli italiani hanno una passione per le “MILF”, fenomeno culturale probabilmente legato all’emancipazione post ideologica della donna e ad un generale allungamento della vita, non è tutta colpa del rinomato “amore per la mamma” italiano, si tratta di una tendenza globale e l’Italia è seconda solo all’ Irlanda.

Laura VenturiniCome la SEO ha influenzato il mercato del porno

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