Il SEO copywriter non esiste. Un’intervista a me stessa

dorothy del prete seo copywriter

Ciao sono Dorothy, ed eccomi qui, a scrivere di questo bizzarro mestiere, se così si può definire (alcuni dicono che non esiste): ma io esisto, faccio cose (molte), ho conoscenze abbastanza trasversali e mi occupo principalmente di scrivere. Sì, scrivo molto, di tutto, per blog, scrivo i contenuti dei siti istituzionali e e-commerce, scrivo per i clienti e poi pubblico, ma questa è un’altra faccia del mio lavoro visto che mi occupo anche di link building.

Ma basta saper scrivere per fare quello che faccio o serve qualche altra conoscenza?

Beh, sì, serve un po’ di conoscenza delle logiche SEO, infatti non mi definirei una copywriter, bensì una SEO copywriter.

SEO copy che…?

Questa è una domanda che mi fanno spesso. Un po’ perché, purtroppo, chi non è del settore, ancora non comprende a fondo che SEO non è la pronuncia inglese di CEO, ma soprattutto perché la stragrande maggioranza di persone pensa che scrivere un diario personale e scrivere un guest post siano la stessa cosa.

Come ho iniziato a fare la SEO copywriter?

Tutto è iniziato per caso. Laureata prima in scienze turistiche, poi in strategia aziendale, vagavo per il mondo in cerca di qualcosa che mi stimolasse. Mi piaceva scrivere, ma non l’avevo mai fatto per lavoro, e quando ho visto l’annuncio di Quindo che cercava un copy mi sono chiesta: “Ci provo o faccio una figuraccia?” E tutto è cominciato così, con entusiasmo e voglia di mettermi alla prova. Ho iniziato solo scrivendo, poi mano a mano ho imparato i meccanismi che si celano dietro una strategia SEO.

Quali sono le difficoltà di un SEO copy e quali le differenze con un copywriter classico?

Le difficoltà principali sono quelle che ha anche un copywriter che non si occupa di SEO, ovvero scrivere testi originali, sui più disparati temi, come se fossimo ingegneri, venditori di pentole, o estetisti. Invece non lo siamo, ma dobbiamo avere un’infarinata di tutti gli argomenti legati ai settori in cui operano i nostri clienti.
Tutto ciò che scriviamo deve essere inoltre corretto sotto ogni punto di vista e deve essere attrattivo e ben comprensibile per l’utente finale. Diciamo che queste non sono cose che si imparano, ma esiste una predisposizione vera e propria per la scrittura in generale.

Poi, invece, ci sono le cose che si imparano e che differenziano il copy dal SEO copy. Una di queste è rendere il testo SEO friendly, ovvero non solo gradito agli utenti, ma anche ai motori di ricerca, perché in grado di rispondere in maniera ottimale alle query immesse sui motori di ricerca. L’obiettivo non è solo scrivere di un argomento in modo puntuale e corretto, ma anche (e soprattutto) intercettare gli interessi di un maggior numero di utenti. Per questo, alla base di ogni buona strategia SEO c’è la keywords research, ovvero lo studio delle parole chiave più ricercate sul web, a seconda del settore, del luogo, e della concorrenza.

Dopo la stesura della bozza e l’individuazione della keyword da utilizzare, è necessario stabilire la densità della parola chiave, ovvero quante volte nel testo verrà inserita. Inoltre, in fase di pubblicazione sarà fondamentale inserire i meta, ossia il TAG title e la description, oltre alle immagini e relativi TAG Alt, altro fondamentale punto intorno al quale ruota, sia l’attrattività dell’articolo per l’utente, sia l’ottimizzazione del testo.

Quali strumenti usi per il tuo lavoro?

Inizierei dalla base per la scrittura, ovvero dizionario online sempre a portata di mano, traduttore online se i testi da scrivere sono in altre lingue e fondamentale è il dizionario dei sinonimi e contrari. Credo che di quest’ultimo, nessun copy al mondo possa fare a meno.
Poi ci sono gli strumenti che invece servono dal punto di vista SEO. Personalmente uso molto Ahrefs e Semrush per la ricerca delle parole chiave (ne esistono molti, sia free che a pagamento, ma questi a mio avviso sono i migliori). Il primo un po’ più intuitivo del secondo, entrambi permettono di definire una strategia off-site ad hoc, per ogni singolo cliente partendo dal settore di appartenenza e andando a cercare parole correlate e simili. Ad esempio, proviamo a cercare SEO su Ahrefs.

seo copywriter

copywriter

Volume di ricerca alto, alta competitività, due requisiti che per un SEO copywriter significano tanto lavoro.

Quanti post servono per ogni cliente? Quanti ne scrivi in un giorno e in un mese?

Tutto dipende proprio dall’analisi delle keyword: a seconda del livello di competitività è necessario lavorare molto o poco. Una parola chiave molto competitiva, come può essere proprio il termine SEO, secco, senza aggiunte, necessita di molto lavoro, sia di onsite, che di offsite. Quindi non esiste una media di post per cliente, perché ogni caso è valutato nello specifico.

In media, scrivo sui tre articoli al giorno, più o meno una cinquantina al mese: alcuni richiedono più impegno perché di settori dove la fantasia non è utilizzabile, altri sono leggeri e veloci. Il mio lavoro non è sempre lo stesso, cambia ogni giorno, proprio come ogni giorno cambiano le domande degli utenti su Google e tutto cambia, si evolve (a volte involve) e il giorno nuovo è sempre diverso dall’altro.

Qualche consiglio per chi vuole intraprendere questo lavoro?

Fondamentale è:

  1. passione per la scrittura;
  2. curiosità;
  3. ottima conoscenza della lingua in cui si scrive;
  4. voglia di scoprire le dinamiche che governano il web.

Leggete tanto, informatevi su ogni cosa, siate curiosi e scrivete. Solo scrivendo si prende la mano e sarete sempre più bravi a farlo. Online, a costi davvero competitivi, si trovano poi dei corsi SEO base che vi daranno quell’infarinatura per cominciare ad entrare in questo tanto bello ma complesso mondo.

Se avete voglia di intraprendere questa strada sappiatelo fin da subito: non è sempre semplice né sempre divertente, ma ci sono alti e bassi come in tutti le professioni. Siete pronti a mettervi alla prova?

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