Come essere un freelance, iniziare a guadagnare ed essere in regola con il fisco

Oggi il termine “freelance” è invece riferito ad ogni attività da libero professionista, ed è possibile applicarlo a svariate attività economiche alcune delle quali esistono da sempre ma altre si sono affacciate da poco al mondo del lavoro, solo per citarne alcune: webmaster, grafici, traduttori, copywriter, social media manager, fotografi digitali e molti altri che gravitano attorno al web marketing e al web contenent.
Nel momento in cui il freelance accetta di essere retribuito per rilasciare una sua prestazione deve scegliere il regime appropriato al proprio regime d’affari ma tranquilli non si tratta di una scelta definitiva e come ci è possibile cambiare casa, auto e perfino suocera anche il regime fiscale può cambiare e ve lo auguro perché spesso significa che la vostra attività sta crescendo.
Breve guida alla scelta del regime fiscale corretto

Il tuo giro d’affari non supera i 5000 euro l’anno? Ecco a te la prestazione occasionale.

La prestazione occasionale è una soluzione conveniente per tutti coloro che sono all’inizio di un’attività come freelance e per tutti i professionisti che pur non avendo partita iva (e quindi non potendo emettere fattura) hanno bisogno di rilasciare una quietanza di pagamento per un lavoro svolto in via occasionale. Si distingue in due tipologie: lavoro occasionale e lavoro occasionale autonomo.
Si definisce lavoro occasionale quel tipo di attività che viene svolta in modo saltuario, ma che mantiene il vincolo di subordinazione e coordinamento nei confronti del committente così come avviene per il lavoro dipendente.
Dopo l’abolizione del Jobs Act il Governo ha introdotto due nuovi strumenti per il pagamento regolare dei lavoratori occasionali: il PrestO e il Libretto famiglia. Entrambi questi strumenti non possono essere utilizzati per un compenso complessivo annuo superiore ai 5.000 euro ma per mantenere l’elemento di saltuarietà dallo stesso committente non si possono ricevere più di 2.500 euro. Nell’area privata del sito INPS sono disponibili tutte le somme percepite dal lavoratore, compresi i contributi previdenziali e assistenziali versati alla Gestione separata INPS e all’INAIL (per l’assicurazione contro gli infortuni). Una sorta di busta paga elettronica dove il lavoratore occasionale può controllare costantemente la propria situazione in modo da non superare i limiti fissati dalla legge.

Requisiti: deve trattarsi di lavoro appunto occasionale senza continuità.
Importo massimo annuo: 5000 euro.
Importo massimo dal singolo committente: 2500 euro.
Necessita l’apertura di una partita iva: no.
È necessario emettere ricevuta: no, è il committente che deve dare comunicazione agli istituti di riferimento (INPS e INAIL) e saranno quest’ultimi ad effettuare la rendicontazione.
È necessario fare la dichiarazione dei redditi: no, il reddito percepito è esente dalle imposte.

ll lavoro autonomo occasionale, invece, è quell’attività di lavoro svolta in modo saltuario che manca del vincolo di subordinazione e coordinamento nei confronti del committente. Per svolgere un impiego saltuario non è necessaria l’apertura di una partita iva, purché il compenso annuo percepito da un singolo committente non sia superiore ai 5.000 euro. ll lavoro autonomo occasionale è privo dell’elemento dell’organizzazione e della professionalità; insomma si tratta di un’attività svolta in maniera occasionale dal lavoratore, senza essere dipendente in alcun modo da chi gli ha commissionato il lavoro.

Requisiti: deve trattarsi di lavoro appunto occasionale senza continuità e senza essere sottoposto a vincoli di orari e di subordinazione del committente ma solo di realizzazione del lavoro assegnato.
Importo massimo annuo: 5000 euro complessivi.
Numero di commissioni svolte per singolo committente: massimo una.
Necessita l’apertura di una partita iva: no.
È necessario emettere una ricevuta: sì, deve essere redatta una ricevuta completa dei seguenti dati:

  • dati del committente;
  • dati del lavoratore autonomo occasionale;
  • data di emissione e numero della ricevuta;
  • la descrizione della prestazione svolta;
  • importo lordo concordato;
  • importo netto ricevuto;
  • importo della ritenuta d’acconto del 20% qualora il committente sia sostituto d’imposta;
  • data e firma del lavoratore;
  • applicazione alla ricevuta originale di una marca da bollo di € 2,00 qualora l’importo superi o € 77,47;

È necessario fare la dichiarazione dei redditi: no, se il reddito percepito è minore di 4800 euro.

Hai un giro d’affari annuo superiore a 5000 euro ma inferiore a 65000 e hai anche la fortuna di avere meno di 35 anni? Il 2019 è il tuo anno fortunato: ecco a te il nuovo regime dei minimi

Con la Legge di Bilancio 2019 viene allargata in maniera consistente la platea dei potenziali beneficiari. Per i professionisti la soglia di reddito che consente l’accesso al regime agevolato passa da 30mila a 65mila euro.
Inoltre, vengono cancellate due condizioni di accesso al regime fino ad ora in vigore: viene meno il limite annuo di spesa per dipendenti e collaboratori (compresi quelli a progetto), che la legge del 2015 aveva fissato a 5mila euro lordi e viene annullata la soglia relativa all’acquisto di beni strumentali che era pari a 20mila euro l’anno.

Solo due annotazioni tra le molte che si potrebbero fare: in caso di svolgimento di più attività, ai fini dell’accesso al regime, il limite di 65mila euro è riferito alla somma dei ricavi o compensi derivanti dalle diverse attività esercitate e per il calcolo dell’imponibile continua a non essere consentita la detrazione delle spesa sostenute per l’esercizio della professione.
Inoltre, il regime costituisce il regime naturale per chi possiede i requisiti per farvi ingresso e rimanervi. Ciò significa che chi possiede i requisiti prescritti dalla norma non è tenuto ad esercitare alcuna opzione, comunicazione preventiva o successiva, per l’ingresso nel regime.

Il reddito a cui applicare l’imposta sostitutiva al 15%  viene calcolato in base ad un «coefficiente di redditività», che per i professionisti resta al 78%. Significa che l’imposta sostitutiva del 15 % si calcola sull’imponibile, ricavato dal reddito moltiplicato per il coefficiente di redditività del 78%, dal quale vanno sottratti i contributi previdenziali. Se questo calcolo vi appare difficile lasciatevi avvolgere da un’ondata di fiducia e credete a me: è molto conveniente.

Requisiti per l’accesso al regime: I compensi dell’anno precedente non devono risultare superiori alla soglia massima di ricavi annua pari a 65000 euro.
Importo fatturabile consentito : 65000 euro/anno in caso di superamento l’anno successivo si passa al regime normale.
Limite di età richiesto per il passaggio o l’apertura della partita iva con questo regime: 35 anni massimo
È necessario emettere fattura: sì, ma non si è obbligati ad emetterla in formato elettronico. Il regime prevede numerosi esoneri quali ad esempio il versamento dell’iva o l’obbligo delle registrazioni contabili.
Durata della possibilità di utilizzare il regime: massimo 5 anni con tassazione al 5% – indefinita con tassazione al 15%.
Determinazione dell’imposta sostitutiva: 5% sul reddito (ricavi ridotti dal coefficiente) per i primi 5 anni di attività; 15% sul reddito (ricavi ridotti dal coefficiente).
Soggetti ammessi al regime: Persone Fisiche, sotto forma di ditta individuale o libero professionista (non sono ammesse le società).
Obbligo di dichiarazione dei redditi: sì.

Fatturi più di 65000 o hai superato l’adolescenza e i 35 anni di età? Ahimè sei un imprenditore vero e proprio e subito vieni messo di fronte a una scelta importante: aprire una partita iva in modalità ditta individuale o Srl

Il discorso a questo punto diventa più complesso e lo rimanderei al prossimo articolo ma accenno velocemente ai vantaggi di una soluzione rispetto all’altra.

Una ditta individuale è consigliabile quando si ha un progetto imprenditoriale snello, che non richiede grossi investimenti, oppure quando è necessario non gravare l’attività imprenditoriale con maggiori costi per la sola gestione degli aspetti burocratici dell’impresa. Sarà certamente possibile con lo sviluppo dell’attività strutturarsi in maniera più adeguata come società a responsabilità limitata.

Il discorso a questo punto diventa più complesso e lo rimanderei al prossimo articolo ma vi lascio con una riflessione: se state leggendo questo articolo significa che quello che magari finora è stata solo un’aspirazione o addirittura un semplice hobby sta diventando qualcosa di più serio e gratificante, state vivendo il raggiungimento di un traguardo che vi è sempre apparso lontano. Godetevi questo momento, il resto sono solo noiosi numeri da mettere in noiose caselline e per farlo bene chiedete aiuto all’amico ragioniere o al commercialista che vi hanno consigliato, insomma la parte noiosa lasciatela agli altri!

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