Il blog di Quindo

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Project management e smart working: il mio punto di vista dopo due anni e mezzo in Quindo

Ciao sono Francesca e da due anni e mezzo faccio la Project Manager e l’Account da remoto. I progetti sono tanti, i clienti pure.
Sono sempre viva, lavoro da casa, non vedo quasi mai i miei colleghi, praticamente mai i clienti.
Eppure… eppure con i colleghi ho un bellissimo rapporto sia professionale che personale; abbiamo anche noi il momento “macchinetta del caffè” , su Skype, solo che ognuno di noi mangia o beve quel che vuole e fuma senza infastidire nessuno.

Con i clienti facciamo chiamate con cadenza regolare e, come in tutti i progetti anche quelli non gestiti da remoto, alcune cose vanno bene, altre benissimo, altre un po’ meno.
Il vedersi con il cliente, in questo caso, porta maggiori vantaggi e benefici.
I numeri parlano da soli, su questo non ci piove, e quando non sono eccellenti, il vedersi può far cambiare positivamente le situazioni. In questi casi gestire un cliente con una telefonata, senza guardarlo negli occhi, presuppone un’ottima comunicazione e una gestione dell’insoddisfazione basata su nuove strategie e non su sorrisi o slide con belle grafiche. Devi puntare tutto sul contenuto.

Si può essere performanti ed empatici lavorando da remoto, pur non vedendosi mai?

Sì, certamente. Ho rapporti molto più profondi con colleghi che ho visto 3 volte in due anni rispetto a quelli costruiti con persone che vedevo ogni santo giorno.
Ci sono e ci saranno sicuramente momenti di solitudine, momenti in cui se ci fosse la collega accanto, tutto sarebbe più semplice, più immediato. Volte in cui con il cliente accanto, il tempo di spiegazione di un report, sarebbe probabilmente dimezzato.
Questo è vero, ma i vantaggi del lavoro da remoto, sono troppi.

I 5 vantaggi del lavoro da remoto:

1. Lavorare da qualsiasi parte del mondo, anzi dell’universo. Non ponete limiti alla vostra voglia di viaggiare, i limiti saranno solo quelli della mancata connessione, per il resto spaziate con le idee, cambiare spazio significa anche cambiare prospettiva e quindi avere senza dubbio una marcia in più nella risoluzione dei problemi o nella definizione delle strategie.

2. Anche se non siete viaggiatori seriali, sappiate che lavorare da casa è bellissimo. Ora vi descrivo cosa fanno di norma le persone che lavorano chiuse in un ufficio (probabilmente anche tu che mi stai leggendo).
Ti svegli tutte le mattine alla stessa identica ora per andare a lavorare in ufficio, prendi un mezzo, stai nel traffico e arrivi a destinazione: alle 09 sei già stanco e incazzato.
Poi produci per 8/10 ore consecutive, in mezzo a mille richieste, mille brusii (molte aziende hanno l’open space), hai orari per fare pausa, orari per pranzare e soprattutto non ti puoi mai buttare sul divano 10 minuti o fare una camminata rigenerante.

3. Lavorare per il tempo del lavoro, stop. Gli spostamenti per arrivare nelle sedi (belle o brutte che esse siano, se son brutte ancora peggio) non sono retribuiti, ma di fatto ti sposti per offrire un servizio e quel tempo non te lo paga nessuno, è tempo perso.

4. Organizzazione del proprio tempo. Il concetto di “permesso” è una roba che mi ha sempre fatto innervosire.
Come significato, proprio. Permesso per cosa? A chi lo chiedo? Per fare analisi del sangue? Per fare una commissione? Per portare i bimbi a scuola? Andiamo sulla Luna e ancora dobbiamo chiedere “permesso” per staccare un’ora prima?
Ci si organizza il tempo nel rispetto dei colleghi, dei progetti e di se stessi. L’importante è organizzarsi bene e comunicarlo. Ma il sapersi organizzare bene, autonomamente, è merce rara. Molto più rara di competenze tecniche.

5. Si possono conoscere persone di tutto il mondo. Lavorare su progetti con persone che vivono in tutte le parti del mondo non ha eguali, arricchisce culturalmente.

L’Italia è pronta per il lavoro da remoto?

No. Non lo è, come in mille altre cose siamo indietro anni luce.
Sempre più aziende stanno introducendo lo smart working, lasciando che i dipendenti gestiscano con maggiore libertà il tempo e offrendo la possibilità di lavorare da casa.
Anche in Italia, sempre più spesso grandi aziende o start-up adottano questo metodo: Microsoft, Ferrero, Amazon e molte altre, ma difficilmente lasceranno che vi organizziate il lavoro senza qualche controllore che gira tra i banchi di scuola. Vi concederanno un giorno a settimana, i più evoluti due. Ma non di più. Poi bisogna stare in sede.

Esistono svantaggi nel lavorare da remoto?

Certo, sì.
Uno su tutti: organizzare il lavoro, non solo il proprio, ma anche quello degli altri (come nel mio caso), richiede uno sforzo maggiore rispetto a chi vede le persone e verifica vis a vis l’avanzamento del lavoro quotidianamente. Ma non può essere questo a frenare o eliminarne i vantaggi. Bisogna avere dei processi e delle procedure ben definite e chiare, un modello di verifica costante, una presenza forte nonostante l’assenza fisica. Bisogna capire i punti di forza delle persone e quelli di miglioramento e averli ben chiari quando si assegnano i compiti.

A volte la sigaretta o il caffè fuori dalla porta dell’azienda, manca. Ma perché se ti trovi bene con i colleghi, non puoi fare a meno di sentire la necessità di dare o ricevere una pacca sulla spalla, di vederli sorridere o vederli tristi o preoccupati; da remoto vanno intepretate le virgole nel senso letterale del termine o va capito un tono di voce, e non è sempre immediato o semplice. Una pacca sulla spalla, a volte, risolverebbe tutto.

Manca quindi questo, la pacca sulla spalla e lo spritz a fine lavoro. Anzi quello si ha lo stesso, manca il “cin cin”.

Infine, ascoltare le esigenze del cliente, senza vederlo quasi mai, richiede un livello di attenzione altissimo.

Quali sono gli strumenti indispensabili per gestire i progetti da remoto?

In linea di massima sono gli stessi che si dovrebbero utilizzare anche nelle aziende fisiche:

  • tool di project management (come Asana)
  • tool di organizzazione delle conversazioni (interne ed esterne)
  • CRM
  • struementi per videochiamate o call
  • tool condivisione schermo

Ti è venuta voglia di cambiare vita?
Allora mandaci la tua candidatura e preparati a non fare più le stesse cose.

Francesca BernabeiProject management e smart working: il mio punto di vista dopo due anni e mezzo in Quindo

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