Il blog di Quindo

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I millennials non sfogliano il giornale, scorrono i News Feed

L’immagine emblematica della mamma o del papà che sfogliano un giornale sorseggiando il caffè davanti alla propria colazione si è fatta ormai decisamente vintage. È molto più facile figurarsi qualcuno che stacca il proprio smartphone dal caricabatterie e, una volta a tavola, inizia a scrollare lo schermo. Quasi certamente su Facebook.
Meno chiassoso della televisione, apparentemente, nato con finalità diverse  – il social ci mostra una serie di contenuti (news feed) accuratamente filtrati dopo anni di utilizzo, fornendoci non solo notizie fresche, ma anche appartenenti ai nostri maggiori interessi.

Un altro social che mantiene una posizione di rilievo nel mondo delle news è Twitter.Il successo di Twitter è legato, soprattutto, alla presenza di account di personalità di spicco, quali presidenti, politici, reporter internazionali che twittano e bloggano su tutto ciò che accade intorno a loro o commentano avvenimenti di cui sono partecipi. Spesso sono informazioni “di parte”, non filtrate, destinate a influenzare in un verso o in un altro l’opinione pubblica. Basta pensare alla viralità raggiunta da molti tweet del presidente Trump oppure come, in occorrenza di alcuni terribili atti terroristici recenti, i social siano stati il veicolo principale di informazioni dirette e aggiornate, addirittura per i familiari delle singole persone coinvolte nei fatti.

I social network dunque non sono solo il luogo, in cui fruire (talvolta passivamente) le notizie ma anche e contemporaneamente il luogo in cui vengono create (i giornalisti stessi spesso usano dei “tweet” come fonte stessa della notizie).

La diretta conseguenza di questo nuovo atteggiamento nei confronti dell’informazione è la totale casualità con cui si entra in contatto con le notizie. In precedenza, già a partire dalla scelta del quotidiano o del periodico acquistato, si era a conoscenza della tipologia di notizie che sarebbero state lette, nel momento in cui la principale fonte di informazione diventa il social, sarà la propria “cerchia social” a scegliere quali sono le news valevoli di attenzione e di commenti. In questo modo, gli utenti si trovano sempre più spesso a leggere, commentare e condividere anche informazioni per cui non avrebbero mai pagato. Un tale atteggiamento va a favore delle cosiddette “soft news”, fatti di cronaca rosa, moda e gossip, nelle quali ci imbattiamo semplicemente scorrendo il “feed” di Facebook.
Diventa così sempre più sottile il confine tra informazione e intrattenimento.

Come gestire il News Feed di Facebook (e leggere solo quello che ti interessa davvero)?

Facebook mostra le notizie e i post più in generale nel news feed in relazione ai “mi piace” e alle “reazioni” che lasciamo tra pagine e contenuti.
Ogni post ha un menu a tendina, indicato da una piccola freccia verso il basso, in alto a destra, che consente di:

  • nascondere un post (e quindi i post simili);
  • smettere di seguire l’autore/pagina del post;
  • salvare il post per leggerlo in un altro momento (questo induce Facebook a pensare che l’argomento/post sia di interesse);
  • segnalare un contenuto offensivo, troppo cruento o che in qualche modo trovi disturbante;
  • attivare le notifiche per seguire l’autore dei post/la pagina in modo assiduo.

Il blog di Facebook ci tiene aggiornati sulle modifiche dell’algoritmo.
Le regole del news feed di Facebook infatti cambiano di continuo: gli aggiornamenti servono a impedire di ingannare il sistema, sperimentare nuovi formati come Facebook Live e a correggere i bug che non garantiscono alle persone di vedere quello che realmente gli interessa.

Tra le ultime novità, i post di alta qualità dalle pagine possono acquistare visibilità nel news feed in modo organico se molto recenti, importanti, provenienti da una pagina con cui interagisci spesso, che consiglieresti o condivideresti,se il contenuto è considerato veritiero e di qualità.
Gli annunci sponsorizzati che vengono nascosti dalle persone vengono resi meno visibili, compresi annunci simili a contenuti che gli utenti hanno già nascosto o bloccato.
Facebook propone più news di qualità, facendo visualizzare meno immagini con meme e altri articoli simili a quelli che hai già letto, privilegiando gli articoli con commenti più recenti.
Vengono privilegiati gli aggiornamenti degli amici che hanno più probabilità di apparire con contenuti di solo testo rispetto ai post delle pagine che contengano link esterni a Facebook.
Inoltre se una pagina (che non segui) pubblica un post contenente un richiamo a un’altra pagina su cui hai invece cliccato “mi piace”, sarà più probabile vederla nel news feed anche se non sei fan.

La crescita dei social nel mondo dell’informazione non è solo questione di praticità

Il passaggio dalla carta stampata all’informazione online è favorito anche dalla gratuità della stessa, per cui le inserzioni pubblicitariesono la moneta di scambio tra chi genera i contenuti e chi offre gli spazi dove pubblicare. I colossi del web sembrano non aver rivali. Le ricerche svolte da Pew Research Center e Statista.com parlano chiaro: il 62% degli americani usano i social media per avere notizie, con il 18% che lo fa regolarmente.

Facebook e Google gestiscono circa il 60% della pubblicità digitale americana, e il 50% di quella a livello globale. Questa realtà ha portato negli ultimi giorni più di duemila testate giornalistiche statunitensi, unite nella News Media Alliance, a presentare una proposta di legge al Congresso affinché i propri interessi vengano tutelati dai due colossi. Da una parte si cerca di difendere chi delle notizie fa il proprio pane quotidiano, impiegando la propria professionalità e talvolta rischiando anche la vita per testimoniare fatti da territori pericolosi, dall’altra si cerca di favorire il passaggio definitivo dalla carta stampata ai media digitali.

Tra questi e molti altri nodi da sciogliere per la crescita e la modernizzazione dei mass media continuiamo a scrollare i nostri smartphone– anche perché ammettiamolo, quando si guarda il telegiornale in tv non si possono imbastire discussioni epiche a suon di tweet o commenti, ricordandoci però di dare attenzione e condividere contenuti seri, provenienti da fonti attendibili, e di non fermarsi mai ad ascoltare una sola voce. Il mondo è grande, e oggi non abbiamo più scuse per non saperlo.

Danilo De OliveiraI millennials non sfogliano il giornale, scorrono i News Feed

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