Il Neuromarketing e la psicologia dei consumatori

Il neuromarketing è una disciplina che unisce il marketing tradizionale con la neurologia e la psicologia e spiega ciò che accade nel cervello delle persone in risposta ad alcuni stimoli relativi a prodotti, marche o pubblicità con l’obiettivo di determinare le strategie che spingono all’acquisto.

Quindi ha come obiettivo ultimo ottimizzare le strategie di marketing.

Come e dove si applicano le tecniche di Neuromarketing nel web?

Le tecniche di NeuroMarketing, non devono solo limitarsi a comprendere cosa fa o non fa un utente, dove clicca o dove non clicca (per quello ci sono ottimi strumenti di analytics, in fondo vi elenchiamo 3 strumenti).
La forza di queste tecniche sta nel dare spiegazioni al perché un cliente/utente fa un’azione al posto di un’altra.

Banalmente possiamo parlare dell’efficacia nell’utilizzo di determinati colori, di come viene creata una CTA (call to action) e dove vengono scritte determinate Keywords attraenti per il lettore.

Ma perché avviene questo?

Non siamo solo animali razionali. Anzi. Comprendere i processi irrazionali della mente del consumatore e cosa influisce inconsciamente sulle decisioni di acquisto, o sull’innamoramento di un brand, è fondamentale.
Alla base di tutto questo ci sono quindi, le emozioni per cui dopo un input si ha una reazione emotiva che comprende:

  1. la risposta psicologica
  2. la risposta comportamentale
  3. il cambiamento da una situazione a ad una situazione b

Secondo Zaltman, il 95% delle decisioni di consumo viene influenzato proprio da processi che coinvolgono l’inconscio e per portare alla luce i desideri dei clienti bisogna perciò comprendere la “mente del mercato”, l’interazione tra i pensieri dei consumatori e quelli degli esperti.

Pensate a quanti input riceviamo in una giornata. Ennemila pubblicità, ennemila post su facebook, cartelli, led luminosi, perfino uomini sandwich…

I diversi stimoli vengono processati dal nostro cervello che inconsciamente fa collegamenti con marchi, brand e a sua volta con suoni, colori, odori, emozioni.

Le tecniche di neuromarketing forniscono dati a riguardo e consentono di analizzare le risposte emotive dei consumatori ai diversi stimoli di marketing.

Il Neuromarketing per il business

Ecco tre cosette parecchio interessanti:

Eye-tracking: ovvero misurazione dei movimenti oculari del soggetto e sui punti in cui fissa lo sguardo mentre effettua un acquisto.

Heat map, ovvero le mappe di calore: analizzando queste, possiamo capire in quali punti si sofferma più a lungo lo sguardo. Questo consente di migliorare l’esperienza di acquisto posizionando gli elementi/prodotti più rilevanti nei punti su cui l’utente si focalizza maggiormente.

Sentito mai parlare del Facial Action Coding System? È un sistema che mediante dei sensori ci permette di misurare i movimenti dei muscoli del volto. Se sorridiamo, o no ad esempio è molto importante rispetto al gradimento o meno di fronte a un prodotto.

L’interdisciplinarietà dell’analisi

I professionisti del marketing sono i più interessati a questa disciplina (per ovvie motivazioni), ma lo studio del comportamento del consumatore assume anche un’importanza multidisciplinare: è infatti analizzata da sociologi, economisti, antropologi e psicologi, perché il consumo può sì, essere veicolato attraverso strumenti dedicati, ma può essere anche la base di un’analisi dell’uomo e dell’ambiente in cui vive, che cambia e si evolve a seconda delle condizioni di un certa società.

In definitiva, dal punto di vista del marketing digitale, può essere utile conoscere ed utilizzare tutti gli strumenti messi a disposizione dalle varie discipline che studiano il fenomeno, per cercare di comprendere a fondo le logiche cognitive e comportamentali e per riuscire a sfruttare tutte le potenzialità legate alle percezioni dei nostri 5 sensi, potenzialità che però variano a seconda dell’epoca, della localizzazione geografica e della cultura propria di un luogo.

Non di soli dati vive l’uomo marketing…ma anche sì. 🙂

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