Il blog di Quindo

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Moda e social media: un binomio vincente (anche per i piccoli brand)

Come ogni anno anche il 2017 si è aperto con con due dei principali eventi internazionali legati al mondo della moda: Pitti Uomo a Firenze e la Milano Fashion Week. Quest’ultima è stata messa sotto la lente d’ingrandimento di alcune delle principali agenzie di ricerche di mercato che ne hanno studiato le dinamiche di rapporto con i social media più diffusi, estrapolando dei dati molto interessanti. Qui cercheremo di capire perché chi lavora nel settore della moda e dell’abbigliamento in generale non li può assolutamente ignorare.

Intanto, che cosa porta questi eventi ad essere di portata internazionale? I brand? Le grandi firme? Gli ospiti? Il gossip? Certo, come sempre. Ma ciò che è cambiato radicalmente è il canale di diffusione, che oggi vede protagonisti i social media. E qui sta anche l’importanza di queste ricerche. Persino le location di questi eventi sono diventate simboliche. Milano, Firenze, Parigi, Londra, coinvolgono fino a più di 80 nazioni grazie alle interazioni che avvengono praticamente in tempo reale sul web.
Il target è quello dei millennials, in maggioranza costituito dal pubblico femminile – nonostante la non trascurabile presenza di un 35% di uomini, tutti prevalentemente orientati verso esperienze di tipo “mobile-first”, ovvero le cui interazioni avvengono specialmente attraverso l’uso di smartphone. Lo stimolo principale cercato da questo pubblico è di tipo visivo, quindi foto e video realizzati in loco e resi pubblici sui diversi profili social, in primis Facebook e Instagram. Seguono poi i commenti, i tags, i likes, le condivisioni, tutte azioni che portano quelle immagini, e ovviamente i brand a cui sono legate, a diffondersi nell’arco di pochi minuti in tutto il globo, superando persino ogni barriera linguistica.

Sono solo i grandi brand a trarre vantaggio dai “canali social”?

Assolutamente no.
Anche i piccoli brand e i negozi di abbigliamento possono trarne vantaggio ma non tutti hanno presente l’impatto considerevole dei social network sul mercato. I dati statistici dimostrano che coloro che iniziano a seguire un brand attraverso i canali social tendono ad effettuare anche degli acquisti nell’immediato futuro.
Non a caso sia Facebook che Instagram mettono a disposizione la possibilità di effettuare acquisti sui prodotti mostrati nei post attraverso link diretti a e-commerce o addirittura tramite un semplice tasto “Buy now”.

E qui una nota importante da non sottovalutare: sia che decidiate di seguire personalmente i vostri social, sia che vi affidiate a una consulenza social media marketing, dovete mettere in conto di investire un budget su questi social network. I contenuti sono e restano fondamentali, ma l’advertising è cruciale per la visibilità del vostro negozio o brand e/o per la conversione sul vostro ecommerce.

Se fino a qualche anno fa il mercato della moda poteva essere considerato saturo, e per questo difficilmente accessibile, il territorio dei social network rimane (per ora) in larga parte inesplorato, riservando ancora grandi occasioni di business.

Anche la moda luxury, che più che vendere un prodotto mira a vendere un vero e proprio lifestyle, lo deve fare attraverso i canali internet e social, ampliando di fatto il proprio bacino di clientela grazie anche alla diffusione globale, e non più elitaria, della propria immagine: il sogno diventa “virtualmente” di tutti, e acquista potere. È quindi chiara la prerogativa, per tutti i fashion seller, oltre alla semplice presenza sui social, di una loro gestione professionale, ben strutturata, che sia capace di individuare i target migliori, la comunicazione più efficace, e l’identificazione di un brand unico, equivalente ad un’offerta originale ed esclusiva.

Danilo De OliveiraModa e social media: un binomio vincente (anche per i piccoli brand)

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