Mappe mentali: cosa sono e come funzionano

Al fine di apprendere ed elaborare le informazioni il nostro cervello sfrutta meccanismi complessi. Mettere in ordine le idee è un problema che i pensatori di tutto il mondo si pongono da diversi secoli, ma il primo a teorizzare un sistema ben definito, strutturato e quindi riproducibile grazie alle mappe mentali è stato lo psicologo e studioso Tony Buzan intorno agli anni ’70. Durante i suoi stessi studi, si rese ben presto conto di come i sistemi tradizionali per studiare, prendere appunti e fare una sintesi di ciò che si legge fossero desueti e poco efficaci, implicando quasi sempre l’impiego di una considerevole quantità di tempo, di energie e di una tediosa ripetizione. In circa trent’anni di lavoro ed esperienza Buzan riuscì a generare lo strumento eccezionale delle mappe mentali.

Come costruire una mappa mentale

Quando abbiamo necessità di apprendere, ordinare, ma anche di generare nuove informazioni e idee, una mappa mentale è lo strumento ideale. Uno strumento semplice che riesce a sintonizzare la nostra parte destra (creativa) con la sinistra (logico-razionale) del nostro cervello, favorendo in questo modo sia la memorizzazione delle informazioni che il generare nuove idee.

Si parte da un foglio bianco, disposto in orizzontale. Poi servono matite o pennarelli colorati. Si scrive la parola, il concetto, il fatto, da cui vogliamo partire al centro, con caratteri chiari e grandi. È il core del nostro lavoro, quindi deve essere grande e centrale. Ci si concentra su quella parola, e cominciamo a tracciare spesse ramificazioni che si estendono verso l’esterno.

Ogni ramificazione deve corrispondere ad un’altra parola, un concetto, legata a quella centrale, ne dovremmo disegnare non meno di cinque o sei. Ogni ramo con la parola chiave corrispondente deve avere un proprio colore contrastante con gli altri. Da qui partiranno nuove molteplici ramificazioni, rispettando una simmetria radiale e sfruttando lo spazio a disposizione sul foglio in modo omogeneo. Le idee e le parole corrispondenti saranno così legate tra loro da un ordine gerarchico, secondo legami associativi.

Gerarchia e associazione sono i due concetti che distinguono una mappa mentale da una concettuale, dove prevale un ordine prettamente razionale e verticale. Una mappa mentale può svilupparsi potenzialmente all’infinito, ma chi ne ha pratica sa che anche solo tre o quattro ordini per ogni ramo principale sono sufficienti a organizzare un numero considerevole di informazioni.

esempio mappa mentaleOltre ai colori si possono usare anche disegni, icone da affiancare in modo didascalico alle parole: qualcuno può pensare che mettersi a fare un disegnino possa essere una perdita di tempo, invece è uno spazio entro il quale soffermarsi a riflettere.

Una mappa mentale può essere sviluppata sia individualmente che in gruppo, magari durante una sessione di brain storming o di lavoro su un progetto o un problema da risolvere. Con la pratica ognuno può sviluppare un proprio stile di mappa mentale, affinandone con il tempo l’uso e la resa dei suoi contenuti, permettendovi di ripassare un intero argomento complesso con una semplice occhiata.

I programmi e le app per creare mappe mentali

Si è rimasti in pochi però ad usare sempre carta e penna per studiare e lavorare. Inoltre non sono in pochi anche coloro che per il disegno e la grafica fatti a mano proprio non sono portati. Nessun problema, dal momento che le mappe mentali possono essere realizzate anche con l’ausilio di appositi software. Negli store online ce ne sono molti (e gratuiti), ma per pochi euro si può accedere a programmi con molteplici funzioni davvero utili e versatili.

  • Simple Mind è disponibile free sia per Android che iOs, e per circa 8€ si può avere una versione Pro che permette di lavorare con le mappe mentali davvero in massima libertà e creatività
  • miMind – Easy Mind Mapping è disponibile free per Android
  • Mindly presenta un layout ancora diverso, e nella versione Full a pagamento supera davvero ogni limite d’uso.
  • Mindomo permette di personalizzare persino il layout dell’app stessa, ed è gratuito
  • iMindMap11 invece è il software realizzato da Buzan in persona. Eccezionale, sopratutto per un uso a livello professionale, infatti è decisamente più impegnativo per le tasche di un singolo utente.

Come avrai intuito le mappe mentali possono essere uno strumento molto efficace per chi si occupa di creazione di contenuti in ottica SEO, per organizzare una keyword research, per presentare gli obiettivi di un progetto, per mappare una strategia di link building, per studiare un business plan, etc.
L’unico limite è la tua creatività. Tu come usi le mappe mentali?

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