Di cosa parliamo
Un link è un collegamento ipertestuale tra due risorse del web, costituito da un URL, l’indirizzo della pagina di destinazione, e da un’ancora (anchor), cioè l’elemento testuale o visivo su cui l’utente clicca. È il mattone fondamentale del Web: senza link, non esisterebbe navigazione, non esisterebbe indicizzazione, non esisterebbero le risposte che le AI generative costruiscono ogni giorno per milioni di utenti.
In questo articolo vediamo cosa è un link dal punto di vista tecnico, come si crea in HTML, quali tipi esistono e, novità rispetto alla versione precedente, come i link vengono interpretati nel 2026 dai motori di ricerca e dai sistemi di AI generativa.
Cos’è un link: la definizione tecnica
Il termine link è l’abbreviazione di hyperlink, cioè collegamento ipertestuale. L’idea nasce insieme al Web: Tim Berners-Lee e Robert Cailliau, al CERN di Ginevra, progettarono un sistema per connettere documenti scientifici in formato elettronico. Il 6 agosto 1991 Berners-Lee pubblicò il primo sito web della storia, già basato su questo principio di connessione tra nodi di informazione.
Da allora le interfacce sono cambiate, gli algoritmi sono cambiati, i linguaggi di programmazione sono cambiati. I link no. Sono rimasti la struttura portante del Web perché rispondono a un bisogno che non è tecnico, ma concettuale: rendere le informazioni accessibili attraverso relazioni esplicite tra contenuti.
Dal punto di vista del codice, un link è un elemento HTML identificato dal tag <a href>. Il tag si compone di due parti:
- href (hypertext reference): l’URL della risorsa di destinazione
- anchor: il testo o l’elemento visivo cliccabile, posizionato tra il tag di apertura e quello di chiusura
Come si crea un link in HTML
La sintassi base per creare un link è questa:
<a href="https://www.quindo.it/servizi-seo/link-building/">Link Building</a>
Gli elementi obbligatori sono sempre tre:
- Il tag di apertura
<a href="...">con l’URL tra virgolette - Il testo dell’ancora (anchor text), che è ciò che l’utente vede e clicca
- Il tag di chiusura
</a>
A questi elementi di base si aggiungono attributi opzionali, tra cui target, che controlla se il link si apre nella stessa finestra o in una nuova scheda, e rel, che comunica informazioni aggiuntive sulla natura del collegamento.
Il link è un elemento latente: è presente nel codice e visibile nella pagina, ma si attiva solo quando l’utente interagisce con esso. Al clic, il collegamento cambia stato visivo, colore, sottolineatura, evidenziazione, e trasporta l’utente verso la risorsa di destinazione.
I tipi di link: una classificazione aggiornata
I link si distinguono in base alla loro origine, destinazione e funzione. Ogni tipologia ha un peso diverso per la SEO e per la leggibilità da parte dei sistemi AI.
Link interni
Sono i collegamenti tra pagine dello stesso sito. Comunicano al motore di ricerca la struttura gerarchica del sito, stabiliscono quali contenuti sono prioritari e aiutano gli utenti a navigare verso risorse correlate. Per la SEO, un buon sistema di internal linking distribuisce l’autorevolezza tra le pagine e migliora la crawlability complessiva.
Link esterni (backlink)
Sono i link che arrivano da altri siti verso il tuo, o che partono dal tuo verso risorse esterne. I backlink in entrata sono tra i segnali di autorevolezza più importanti per Google: indicano che altri siti considerano il tuo contenuto sufficientemente attendibile da citarlo. La qualità conta più della quantità: un link da un dominio autorevole e tematicamente pertinente vale molto più di decine di link da siti irrilevanti.
I link in uscita verso fonti esterne, se pertinenti e autorevoli, segnalano al motore la qualità editoriale del contenuto. Non vanno evitati per paura di “perdere PageRank”: il concetto di link juice funziona in modo molto più sfumato di così.
Deep link
Sono link che puntano a pagine “profonde” nella struttura del sito, non alla home, ma a risorse specifiche di secondo o terzo livello. Le linee guida SEO suggeriscono di non superare il terzo livello di profondità per garantire che i bot riescano a scoprire e analizzare tutte le risorse del sito senza difficoltà.
Call to action (CTA)
Sono link, testuali o visivi, che invitano l’utente a compiere un’azione specifica: acquistare, scaricare, iscriversi, contattare. Dal punto di vista tecnico sono identici agli altri link; ciò che cambia è il tono dell’anchor text, diretto e orientato all’azione.
Sitewide link
Sono link presenti in tutte le pagine del sito, tipicamente posizionati in header, footer, menu e sidebar. Trasmettono un segnale di autorevolezza uniforme verso le pagine di destinazione, ma vanno gestiti con attenzione: un eccesso di link sitewide da o verso siti di bassa qualità può danneggiare il profilo backlink.
Attributi rel: guida completa e aggiornata al 2026
L’attributo rel comunica informazioni aggiuntive sulla natura della relazione tra la pagina che contiene il link e la risorsa di destinazione. È fondamentale per la SEO perché determina se il link trasmette PageRank e come il motore interpreta il collegamento.
La sintassi è sempre questa, con l’attributo posizionato dopo l’URL:
<a href="https://esempio.it/pagina/" rel="nofollow">Testo ancora</a>
| Attributo | Significato | Trasmette PageRank? | Quando usarlo |
|---|---|---|---|
rel="nofollow" |
Segnala al motore di non seguire il link | No (hint, non direttiva) | Link verso siti di cui non si garantisce la qualità; commenti utente non moderati |
rel="sponsored" |
Identifica link legati a sponsorizzazioni o accordi commerciali | No | Contenuti a pagamento, advertorial, affiliazioni |
rel="ugc" |
User Generated Content: link inseriti dagli utenti | No | Forum, commenti, recensioni, contributi della community |
rel="me" |
Indica che la risorsa di destinazione appartiene alla stessa identità digitale | Sì (contribuisce alla entity consolidation) | Profili social, pagine istituzionali, siti personali — rilevante per la brand identity online |
rel="noreferrer" |
Non trasmette informazioni referral al sito di destinazione | No | Spesso usato insieme a noopener per link in nuova scheda |
rel="noopener" |
Impedisce alla pagina aperta di accedere al contesto della pagina di origine | Neutro (sicurezza, non SEO) | Buona pratica per tutti i link con target="_blank" |
Una precisazione importante: dal 2019, Google tratta nofollow, sponsored e ugc come hint — suggerimenti, non direttive vincolanti. Il motore può comunque decidere di seguire e valutare quei link. L’attributo rimane utile per comunicare contesto e intenzione editoriale, ma non è un meccanismo di controllo assoluto del PageRank.
Perché i link contano ancora nel 2026: SEO e AI generativa
Con l’avvento delle risposte AI direttamente in SERP, Google AI Overview, ChatGPT Search, Perplexity, c’è chi si è chiesto se i link abbiano ancora senso. La risposta è sì, ma il motivo si è arricchito.
Link e algoritmi di Google: cosa è cambiato
Google continua a usare i link come segnale di autorevolezza, ma ha spostato il peso dalla quantità alla rilevanza tematica. Un link da un sito che tratta gli stessi argomenti del tuo, con anchor text semanticamente coerente, vale significativamente più di un link da un dominio ad alto DA ma tematicamente distante. La topic authority è diventata la variabile centrale: non basta avere molti link, bisogna che quei link costruiscano una narrativa di competenza su un dominio tematico preciso.
Come i sistemi AI usano i link per costruire contesto
Questo è il punto che cambia le regole del gioco. I crawler degli LLM, GPTBot di OpenAI, ClaudeBot di Anthropic, PerplexityBot, seguono i link esattamente come facevano i bot di Google vent’anni fa. Lo fanno per costruire il grafo di conoscenza su cui i modelli vengono addestrati e su cui le risposte vengono generate.
In pratica, questo significa che:
- Un link da un sito autorevole verso il tuo contenuto aumenta la probabilità che quell’AI crawler scopra e processi il tuo contenuto
- I link interni che collegano contenuti correlati aiutano i sistemi RAG (Retrieval-Augmented Generation) a costruire contesto tematico attorno al tuo brand
- L’anchor text non è solo un segnale per Google: è un’etichetta semantica che i modelli linguistici usano per capire di cosa parla la pagina di destinazione
La conseguenza pratica è che una strategia di link building ben costruita oggi lavora su due livelli simultaneamente: visibilità nei motori di ricerca tradizionali e citabilità nei sistemi di AI generativa. Non sono obiettivi separati, sono la stessa cosa vista da angolazioni diverse.
Link building vs link earning: la distinzione che conta
La link building è l’insieme delle attività attive per acquisire backlink: guest post, digital PR, outreach, partnership editoriali. Il link earning è la capacità di generare link in modo passivo, perché il contenuto è sufficientemente utile, originale o citabile da essere referenziato spontaneamente da altri.
Nel 2026, con le AI che privilegiano fonti citate da più domini autorevoli, il link earning è diventato ancora più strategico: non basta scrivere bene, bisogna scrivere in modo da essere la fonte di riferimento su un determinato argomento. Questo è esattamente il principio alla base della GEO (Generative Engine Optimization).
Anchor text: perché le parole del link contano
L’anchor text, il testo cliccabile del link, è uno dei segnali semantici più importanti per la SEO. Comunica al motore di ricerca il contesto della pagina di destinazione e contribuisce al suo posizionamento su determinate query.
Esistono diverse tipologie di anchor text, con impatti diversi sulla strategia SEO:
- Exact match: l’anchor contiene esattamente la keyword target della pagina di destinazione. Efficace ma da usare con parsimonia per evitare segnali di over-optimization.
- Partial match: l’anchor contiene una variante o una parte della keyword. Più naturale e consigliato nella maggior parte dei casi.
- Branded: l’anchor è il nome del brand o del sito. Contribuisce alla brand authority.
- Generico: “clicca qui”, “scopri di più”, “leggi l’articolo”. Non trasmette contesto semantico — da evitare quando possibile.
- URL nuda: l’anchor è l’URL stesso. Neutro, usato tipicamente in contesti in cui il link viene citato esplicitamente come fonte.
Un profilo backlink equilibrato include una varietà di questi tipi. Un eccesso di anchor text exact match è un segnale di manipolazione che Google penalizza; un eccesso di anchor generici segnala scarsa qualità editoriale.
FAQ sui link
Cosa significa “linkare” un sito o una pagina?
Linkare significa inserire un collegamento ipertestuale verso un sito o una pagina specifica. Può avvenire in un testo (link inline), in un menu di navigazione, in un’immagine o in un elemento visivo. Nel linguaggio SEO, “linkare una pagina” significa puntare verso di essa con un link, trasferendo potenzialmente autorevolezza e segnali di rilevanza tematica.
Qual è la differenza tra link dofollow e nofollow?
Un link dofollow è un link standard, senza attributi rel che ne limitino la trasmissione di PageRank. Viene “seguito” dai bot e contribuisce all’autorevolezza della pagina di destinazione. Un link nofollow è contrassegnato con rel="nofollow" e segnala al motore di non trasferire PageRank. Da dicembre 2019, Google lo tratta come un suggerimento, non come una direttiva assoluta.
Quanti link interni dovrebbe avere una pagina?
Non esiste un numero fisso. La regola pratica è che ogni link interno deve avere una motivazione editoriale: aiutare l’utente ad approfondire un argomento correlato o navigare verso una risorsa pertinente. Un numero ragionevole per un articolo di medio-lungo formato è tra 3 e 8 link interni. L’eccesso di link interni, soprattutto se non pertinenti, diluisce il segnale di rilevanza.
I link influenzano le risposte delle AI generative?
Sì, indirettamente. I crawler degli LLM seguono i link per scoprire e processare i contenuti del web. Un contenuto ben linkato da fonti autorevoli ha più probabilità di essere incluso nei dati di addestramento e nei sistemi di recupero delle informazioni che alimentano le risposte AI. Inoltre, i link interni che costruiscono coerenza tematica aiutano i sistemi RAG a contestualizzare correttamente il tuo brand rispetto ai topic che presidia.
Cosa si intende per profilo backlink?
Il profilo backlink è l’insieme di tutti i link esterni che puntano verso un sito. Include informazioni sulla quantità di domini referenti, sulla loro autorevolezza, sulla varietà degli anchor text, sull’età dei link e sulla loro distribuzione tematica. Un profilo backlink sano è diversificato, cresciuto in modo naturale nel tempo e composto prevalentemente da link tematicamente pertinenti.
Cosa è un link a pagamento e come Google lo tratta?
Un link a pagamento è un backlink acquisito attraverso un accordo economico. Google lo considera una violazione delle sue linee guida se non è contrassegnato con rel="sponsored". La penalizzazione per link a pagamento non dichiarati può essere manuale (notifica in Search Console) o algoritmica. La pratica corretta, e sempre più diffusa nel settore, è quella della digital PR: acquisire link editorialmente meritati attraverso contenuti di valore, non attraverso transazioni commerciali dirette.