La guida al piano editoriale SEO: tool, consigli e un esempio pratico

Avere una strategia ben definita per posizionare i contenuti è alla base di molte attività di digital marketing. Ciò coinvolge spesso (ma non sempre) l’implementazione di un blog aziendale. Ecco, dunque, che il piano editoriale SEO diventa lo strumento imprescindibile per poter avere successo con un blog. Proviamo a capire meglio cos’è un piano editoriale, come si fa e perché è così importante.

Cos’è il piano editoriale SEO?

Il piano editoriale SEO è un documento che racchiude i titoli e gli argomenti di cui si vuole trattare nel blog. È lo strumento che permette di pianificare il lavoro di blogging in modo professionale e strategico. Contiene tutte le informazioni necessarie a creare articoli di blog che si possano posizionare correttamente su Google, e deve essere scritto in modo intuitivo per far sì che chi si occupa della scrittura (SEO copywriter, assistente, collaboratore esterno che sia) capisca perfettamente cosa si desidera ottenere con ogni contenuto.

Insomma, è un vero e proprio vademecum per chi deve scrivere gli articoli del blog e consente di avere sempre sotto controllo la strategia per produrre contenuti di qualità. Creare un piano editoriale SEO ben strutturato permetterà di condividere le informazioni all’interno del team di progetto quando, per esempio, chi stabilisce gli argomenti e la strategia editoriale e chi scrive i contenuti sono persone diverse. Il piano editoriale, associato al calendario editoriale SEO (no, non sono la stessa cosa!), ti permette di conoscere i tuoi utenti e i loro interessi, le loro esigenze e i loro bisogni. E, di conseguenza, di dar loro le risposte giuste. Dunque, come puoi ben capire, è uno strumento indispensabile per chi gestisce un blog.

Il PE passo dopo passo

In questo articolo vedremo come fare un piano editoriale SEO per il blog, passando in rassegna tutti gli step preliminari necessari.

1. Studia il tuo pubblico

Con l’esperienza ho imparato che lo studio del pubblico, cioè del target di riferimento, è uno degli step più importanti se si vuol fare un buon piano editoriale. Dunque non sottovalutarlo, anche perché non è un passaggio così scontato. Prima di iniziare a creare il piano editoriale SEO, bisogna identificare gli utenti, che sono il tuo pubblico, definendo le cosiddette “buyer personas”. Una volta definite queste figure, cioè solo dopo aver capito i loro bisogni, cosa cercano e a che tipo di contenuti sono interessati, puoi iniziare a stilare la lista dei contenuti che più si adattano a questi profili.

2. Crea una lista di argomenti

Sembra banale, ma creare una prima lista di argomenti ti aiuta a capire di cosa vuoi parlare nel tuo blog e a “non uscire fuori tema”. La prima regola da osservare è: scrivi per gli altri e non per te! Dunque, cerca argomenti interessanti, provando a capire quali sono le ricerche che le tue buyer personas fanno più spesso. Per fare questo lavoro, puoi trovare spunti interessanti con i tool di ricerca keyword più diffusi.

3. Studia i competitors

Analizzare la Serp di Google e capire chi sono i tuoi competitors, per quali argomenti o parole chiave si sono posizionati, ti aiuta a capire cosa stai facendo bene e cosa stai sbagliando. Con questo non intendo dire che devi copiare ciò che fanno gli altri: niente di più sbagliato! Cercare di capire cosa gli utenti hanno apprezzato e per quali contenuti sono posizionati i tuoi concorrenti ti permette di fare un’analisi più dettagliata del pubblico di riferimento e quindi definire la strategia più appropriata.

4. Fai una buona keyword Research

Un buon piano editoriale SEO per il blog deve avere al suo interno una buona keyword research. A differenza del piano editoriale dei social, quello per il blog deve avere uno studio accurato sulle keyword. Ricordati che l’obiettivo del blog è aumentare il traffico (di qualità) e posizionare gli articoli. Dunque, creare un piano editoriale SEO senza avere al fianco un buon tool per la ricerca delle keyword è praticamente inutile.

5. Crea il calendario editoriale per il blog

Forse a questo punto ti starai chiedendo: “Il piano editoriale e il calendario editoriale SEO sono la stessa cosa?” No, decisamente no! Molti pensano che il piano editoriale sia un calendario dove pianificare le date dei post o degli articoli, ma in realtà sono due cose diverse. Il piano editoriale SEO è un piano delle attività da svolgere, un documento per definire cosa pubblicare sul blog, mentre nel calendario editoriale si pianificano con esattezza le date di pubblicazione degli articoli. Un buon piano editoriale per il blog deve essere supportato da un calendario editoriale SEO friendly perché è fondamentale avere una coerenza non solo per gli argomenti, ma anche con l’uscita degli articoli.

Il calendario editoriale SEO, all’interno di una più ampia strategia, ti permette di pianificare gli articoli in base, per esempio, alla loro stagionalità. Se sei un architetto e vuoi parlare di piscine all’aperto, sicuramente dovrai parlarne quando l’argomento è più letto. Oppure, se vuoi dare consigli su come addobbare la tua casa per Natale, è opportuno pubblicare con il giusto tempismo rispetto a questa ricorrenza. Il mio esempio preferito, poi, è sempre quello delle scarpe rosse: se nel corso dell’anno dominano i risultati in Serp che riguardano gli shop online, nel periodo della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne saranno gli articoli informativi che legano questi accessori alle varie manifestazioni. Anche per questo tipo di analisi ci sono dei tool specifici che ti forniranno spunti preziosi.

I tool da usare per un piano editoriale SEO

Per scrivere un articolo SEO è importante individuare le parole chiave di maggior interesse per il tuo pubblico. Ma dove trovarle? Ecco un breve elenco di tool da adoperare:

  • Google Suggest. Uno strumento tanto semplice quanto sottovalutato da chi si occupa di scrittura in ottica SEO. Insieme al box “le persone hanno chiesto anche”, offre una panoramica immediata di quali siano gli interessi del tuo potenziale pubblico. È molto utile per individuare la stagionalità degli argomenti, perché i suggerimenti di Google arrivano da un mix di analisi predittive (a cosa potrebbero essere interessati gli utenti che digitano una query) e analisi in tempo reale (cosa stanno cercando in questo momento gli utenti in relazione a quella query).
  • Answerthepublic. Uno strumento amatissimo dai SEO copywriter perché consente di sviscerare un argomento con letteralmente tutte le domande mai fatte a Google su una determinata keyword. E poi è bellissimo: guarda lo schema di domande com’è carino!
  • SemRush, Ahrefs, SeoZoom. I tool utilizzati solitamente per la keyword research tornano utili anche in fase di stesura del piano editoriale SEO. Ti aiuteranno in particolare a individuare le long tail keywords a intento informativo. Proprio questo è l’intento di ricerca che ti interessa di più nella scrittura degli articoli di blog: intercetta il traffico di chi si sta informando su un argomento anche se è piuttosto lontano dal convertire la sua curiosità in un acquisto.
  • Google Search Console. Potrebbe apparire fuori posto in questa lista, invece è uno strumento importantissimo per l’analisi del tuo pubblico. Di cosa hanno bisogno gli utenti, quali query digitano per raggiungere il tuo blog? E una volta trovato, vi cliccano sopra? Trovano quello che stavano cercando? Sono le risposte a queste domande che ti daranno le informazioni più preziose per capire cosa altro puoi dare ai tuoi lettori.

Metodi di ricerca “punk”

Ho “rubato” questa definizione alla UX writing expert Valentina Di Michele perché la trovo davvero geniale. Si tratta di tutte quelle ricerche non proprio ortodosse che ti aiuteranno a trovare gli argomenti di interesse del tuo pubblico, soprattutto se scrivi per un blog aziendale B2B. Può essere difficile trovare le keyword indicate per nicchie molto complesse sui tool tradizionali. Allora aggirali: vai sui gruppi facebook, iscriviti ai forum di settore (una cosa molto nerd, sì), segui gli hashtag rilevanti su twitter e instagram. Insomma, scopri di cosa parla la community a cui ti riferisci e in quali termini ne parla. Troverai delle perle, assicurato!

Come fare un piano editoriale: un esempio pratico

Per fare un buon piano editoriale SEO per il tuo blog ci sono tanti tool che possono aiutarti, ma potresti anche iniziare semplicemente da un foglio di Google o un file Excel. Negli anni ho imparato che chi ha un blog e ha a che fare con la creazione dei contenuti ha bisogno di un documento di facile comprensione e di immediata consultazione. Inoltre, nel mio lavoro, è importante adattare il piano editoriale al cliente o al copy che dovrà realizzare gli articoli. In fondo, la struttura del piano editoriale può essere sempre la stessa, ma deve essere assolutamente personalizzata in base alle diverse esigenze.

Chi scrive? Le informazioni indispensabili e quelle aggiuntive

Se il piano editoriale è per un blog personale, può essere meno dettagliato, ma se deve essere letto da un cliente o da un copywriter esterno, è fondamentale capire di cosa ha bisogno. Torniamo quindi al file Excel e vediamo cosa deve contenere per diventare il tuo piano editoriale SEO. Prima di tutto, è indispensabile pianificare il numero di articoli mensili di cui ha bisogno il tuo blog. Questo è possibile stabilirlo attraverso una buona strategia editoriale, in fase di preventivo al cliente o in corso d’opera, in base all’andamento della strategia messa in atto.

Il piano editoriale SEO per il blog ha il compito di intercettare nuovi utenti in linea con il tuo servizio: quando hai definito il numero di articoli per mese, puoi compilare il file suddividendolo in fogli, ad esempio uno per la lista degli argomenti, una per la keyword research e una con le indicazioni principali. Una volta fatta la tua lista degli argomenti, inizia con la keyword research. Annota sul file tutte le parole chiave che vuoi utilizzare per il tuo articolo. Dopo, segna la focus keyword e pensa ad un titolo che la contenga. Se vuoi inserire tutte le informazioni su un unico file, allora potresti aggiungere accanto al titolo anche diverse colonne. Qui puoi indicare, ad esempio, le date di pubblicazione, in modo da avere anche il calendario editoriale per il blog integrato nel piano e inserire i link alle fonti.

piano editoriale seo esempio

 

Uno strumento flessibile per una strategia editoriale in evoluzione

Il bello del piano editoriale SEO è che rappresenta uno strumento in costante aggiornamento, poiché puoi via via aggiungere informazioni, che potrebbero servirti anche in anni futuri. Ad esempio, puoi prevedere un’altra colonna con il link dell’articolo pubblicato o i metadati che hai scritto. Saprai così, anche a distanza di mesi o di anni, quali strategie funzionino meglio per la tua nicchia e quali invece abbiano portato a scarsi risultati. Puoi integrare all’interno del piano editoriale anche i dati di Google Analytics (per esempio quelli della prima settimana dalla pubblicazione dell’articolo) per individuare la reazione del pubblico. Vuoi creare un file ancora più completo? Accanto ad ogni articolo di blog, segnala anche il copy per i diversi social media in cui verrà condiviso.

Ricorda poi che una strategia editoriale deve essere finalizzata all’obiettivo da raggiungere con il tuo blog. Uno dei principali scopi del blog aziendale, come abbiamo già detto in questa guida, è dare risorse e informazioni preziose agli utenti che si trovano in una fase alta del funnel. Una buona strategia, quindi, è dare risposte precise a domande precise. Puoi creare delle guide molto ampie e dettagliate come questa, oppure realizzare contenuti più brevi che rispondano a un’esigenza circoscritta. Ecco un esempio: nel blog di un’azienda che fa installazioni e manutenzione di climatizzatori, vuoi parlare degli sgravi fiscali per l’acquisto di un sistema clima? Parla solo di questo. Un argomento che ti sembra legato ma non è del tutto pertinente andrà in un altro contenuto, che risponderà a un’altra esigenza dei lettori. Potrai poi creare un legame tra i due con strategici link interni.

piano editoriale seo 2

La vera e propria scrittura degli articoli dal piano editoriale SEO

Va stabilito, per prima cosa, chi si occuperà della stesura del testo: tu, un copywriter esterno, un dipendente dell’azienda cliente o una tua collega? Se non sarai tu a scrivere in prima persona, assicurati di fornire alla persona designata tutte le informazioni di cui ha bisogno. Quelle presenti sul piano editoriale, certo, ma anche quelle più generiche sulla scrittura di contenuti. Lunghezza del testo, formattazione, inserimento di link interni e/o esterni, ricerca e inserimento delle immagini.

Se il o la copywriter in questione non ha specifiche competenze SEO, ricorda di dare anche qualche suggerimento per l’ottimizzazione: meta-title, meta-description, testo alternativo delle immagini. In fondo, l’obiettivo del piano editoriale SEO è sempre quello di ottenere un buon posizionamento su Google, quindi questi aspetti non vanno trascurati. Infine, non tralasciare la qualità della scrittura. Sicuramente popolare un blog di articoli è fondamentale, ma su questo mi sento di darti un ultimo consiglio: è meglio scrivere meno articoli al mese, ma fatti bene e pubblicati con regolarità, che fare un piano editoriale con tantissimi titoli, per poi non riuscire a star dietro alle scadenze o accumulare articoli di bassa qualità.

Se anche tu hai un blog e vuoi posizionarti nel tuo settore o hai bisogno di una consulenza SEO, contattaci! Ti aiuteremo a stilare il tuo piano editoriale SEO e rendere efficace il tuo blog!

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