Cos’è il box di Google “Le persone hanno chiesto anche”

La SERP di Google è in continua evoluzione e, negli ultimi anni, la pagina dei risultati di ricerca è cambiata arricchendosi di nuovi tipi di risultati, i “rich snippet” molto diversi dai risultati organici tradizionali: il box “Le persone hanno chiesto anche” (“People Also Ask”) è uno di questi.

Secondo uno studio di Ahrefs , il 43% delle query di ricerca restituisce una tabella “Le persone hanno chiesto anche”.

serp "people also ask"

Cos’è e come funziona il box “Le persone hanno chiesto anche”?

La casella “Le persone hanno chiesto anche” è una funzione della SERP di Google che risponde alle domande correlate alla query di ricerca dell’utente. Ogni risposta è estrapolata da una pagina web e Google fornisce un link cliccabile alla fonte di ognuna.

le persone hanno chiesto anche

A differenza degli snippet in primo piano che di norma sono il primo risultato di ricerca, il box “Le persone hanno chiesto anche” possono comparire in qualsiasi punto della pagina dei risultati e per alcune query non compaiono nella prima pagina.

Il blocco delle prime domande serve per soddisfare in modo più esaustivo l’intento di ricerca ma ogni volta che si clicca su una domanda per leggere la risposta, si aggiungono a seguire nuove domande, in un loop che sembra non finire.

I formati di risposta variano, come gli snippet in primo piano: paragrafi, elenchi, tabelle e talvolta video.

Perché posizionarsi nel box “Le persone hanno chiesto anche”?

Backlinko ha effettuato uno studio per capire come le persone interagiscono con i nuovi risultati di ricerca. Ne è emerso che solo il 3% degli utenti interagisce con il box “Le persone chiedono anche” (si tratta di un numero che varia molto con alcune query che raggiungono un tasso di interazione del 13,6%). Non esistono altri dati attendibili o dati ufficiali perché Google non ci fornisce le statistiche in Google Search Console.

Leggere una risposta (espandendo la casella) è un’interazione quindi il numero di clic alla fonte è, con ogni probabilità, decisamente inferiore. Ogni box contiene più domande, quindi l’utente può scegliere tra più risultati (di norma 4). Il numero di clic ai siti web sembra dunque molto esiguo, soprattutto se non si tratta di query che generano volumi enormi.
Ma.
Le domande correlate compaiono nell’89,5% delle SERP nel mercato USA: si tratta dunque dello snippet più diffuso sulle pagine dei risultati di Google.
Inoltre, la stessa combinazione risposta/domanda può essere proposta da Google per molte query correlate e la pagina può essere fonte di risposte per query con alto numero di ricerche.

La maggior parte delle risposte che Google sceglie per il box “Le persone hanno chiesto anche” sono estrapolate dai primi dieci risultati in SERP per la stessa domanda. Quindi se la tua pagina non compare nella prima pagina, difficilmente il contenuto verrà scelto come risposta.

Le regole per ottimizzare la pagina sono le stesse che devi seguire per gli snippet in primo piano:

  1. Identifica le chiavi che attivano i box
  2. Rispondi in modo preciso e conciso alla domanda
  3. Implementa i dati strutturati correttamente

Una volta identificare le chiavi che attivano il box, inseriscile nel tool AlsoAsked.com, lo strumento estrapolerà tutte le domande correlate.

Verifica il formato delle risposte per quelle chiavi, ti basterà espandere il box. Ad esempio, Google si aspetta un formato ad elenco per la domanda “Come far stare tranquillo il cane in uato?”.

esempio PAA

Formatta dunque il tuo contenuto in modo che sia come quello che Google sceglie per le sue risposte e in generale, attieniti a semplici regole per rendere il contenuto più fruibile e comprensibile possibile (per gli esseri umani e per il motore di ricerca): utilizza titoli <H1>, sottotitoli <H2>, eccetera.

Il box fornisce informazioni sulle query correlate, cioè quello che gli utenti cercano realmente (e che quindi Google preferisce).
E quindi così facile integrare nel contenuto le domande del box “Le persone hanno chiesto anche” per ottenere un contenuto più approfondito e dettagliato su un dato argomento. Oppure valutare se creare un nuovo contenuto collegato all’argomento principale.

Se scrivi spesso sullo stesso argomento, è probabile che il contenuto idoneo per rispondere alle domande di Google sia già presente sul tuo sito. Cosa puoi fare? Usa le domande per creare nuovi titoli o paragrafi <H2> per separare il testo e evidenziare così il paragrafo <p> con la risposta.

Considera anche le query di brand perché anche se generalmente a basso volume, intercettano le persone più propense alla conversione. Se in questa fase ottengono informazioni precise e accurate, potrebbero essere invogliate a terminare la procedura d’acquisto. Ad esempio, questa è la risposta di Google quando cerchi “Yves Rocher”:

paa esempioConclusione, se non sei un SEO

Se anche tu, come mia suocera, non sei interessato a capire tutti i meccanismi della SEO ma hai capito la potenzialità strategica per il tuo prodotto del box “Le persone hanno chiesto anche” e vuoi ampliare il piano editoriale del tuo blog aziendale o revisionare i tuoi contenuti: scrivici!
Ti aiuteremo ad intercettare nuovi potenziali clienti.

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