Google Home: moda passeggera o rivoluzione?

google home

Non sarà in grado di servirvi un bicchiere di vino mentre siete intenti a lavorare o mentre vi state rilassando, ma se siete appassionati di tecnologia sicuramente avrete sentito parlare del nuovo Google Home (nuovo per noi in Italia, negli States è già un bene di uso comune) e ne avete comprato uno. Disponibile in due varianti, normale e mini, differiscono perlopiù per la qualità della musica riprodotta: il primo, ad un prezzo superiore rispetto al mini, ha il vantaggio di avere una riproduzione audio d’alta qualità, ma rapportati, a parte questo piccolo dettaglio, hanno le stesse funzioni e sono entrambi economicamente accessibili.

Anche Google ogni tanto sbaglia

Al momento del suo lancio si è sentito parlare molto di problemi di privacy, soprattutto a causa di un problema legato all’interfaccia touch del dispositivo: nell’intento iniziale, toccando la parte centrale dello speaker si sarebbe dovuta attivare la modalità di ascolto, funzione che Google ha deciso di disattivare del tutto a causa di un bug che lasciava costantemente attivo l’ascolto. Quando però si lanciano novità del genere sul mercato è quasi scontato che ci siano delle piccole correzioni da apportare e sicuramente, nell’evoluzione di questo dispositivo, ci saranno tantissimi miglioramenti e funzioni aggiuntive.

Come funziona Google Home?

Per utilizzarlo basterà installare l’app Google Home, collegarlo al proprio account e posizionarlo in una stanza della casa e il piccolo assistente risponderà alle vostre richieste vocali dandovi informazioni o eseguendo comandi.

Le funzioni base sono disponibili a chiunque, basterà dire “Ok, Google” e il dispositivo si attiverà, mentre, grazie al riconoscimento vocale, sarete in grado di chiedere informazioni relative ai vostri impegni (Google Home ha la facoltà di accedere al vostro Google Calendar) e di darvi informazioni sui tragitti che dovrete fare per andare a lavorare o sul traffico per giungere agli appuntamenti in agenda.

Un piccolo assistente di cui forse non riuscirete a fare a meno dopo averlo provato: se non siete dei nerd o degli appassionati tecnologia, per entrare in sintonia con questo dispositivo però vi serviranno alcune settimane e solo dopo questo tempo sarete in grado di giudicare la sua reale utilità.

google home configurazione

Potrete ascoltare la vostra musica preferita al vostro risveglio, grazie al collegamento a Spotify, impostare l’accensione o lo spegnimento delle luci della casa (solo se avete lampadine intelligenti però, acquistabili ovunque a prezzi tutto sommato accessibili) oppure chiedergli di guardare la prima stagione della vostra serie tv preferita grazie al collegamento a Netflix.

Google Home è in grado di apprendere le vostre abitudini di ricerca (questo lo fa da tempo Google, sia sul vostro smartphone che sul vostro pc) e scegliere per voi, ad esempio, la ricetta di cui avete bisogno dal sito di cucina che di solito consultate oppure leggervi le news dal quotidiano online che generalmente leggete.

Una gran quantità di funzioni, che elencate qui sembrano banali e già esplorate, ma che se vissute quotidianamente sono in grado di dare assuefazione e nel giro di poco tempo, vi porteranno a dover imparare di nuovo ad utilizzare le mani per regolare il riscaldamento del salotto o per aprire e chiudere le tapparelle.

Provate a chiedere a Google Home: “Dove sei nato?” ,”Chi è tuo padre?”, “Sai parlare napoletano?”, “Sei più bravo tu o Siri?”, o di raccontarvi una barzelletta o fatti interessanti. Ovviamente in un attimo traduce in qualsiasi lingua e fa operazioni matematiche. Google sa (quasi) tutto: “quale verso fa il gatto o il cane” ma non l’elefante…

Il nostro futuro sarà costellato da nuove evoluzioni tecnologiche e da intelligenze artificiali, in grado di apprendere e di permetterci di eseguire molte cose contemporaneamente. Sotto esame non c’è certo l’abilità di Google di creare dispositivi avanzati, ma piuttosto a cosa siamo disposti a rinunciare per avere tutto questo progresso: abbiamo davvero bisogno di aumentare al massimo la nostra efficienza? Ci sarà un prezzo da pagare?
Ai posteri l’ardua sentenza.

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