Il blog di Quindo

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Google Duplex: l’intelligenza artificiale telefona come un essere umano

Ogni anno dal 2008 a San Francisco si tiene la Google I/O (La “I” e la “O” stanno per Input/Output.): una conferenza rivolta a sviluppatori ed ingegneri, incentrata sullo sviluppo di applicazioni Web e Mobile attraverso Google e relative tecnologie come AndroidChromeChrome OSGoogle Web ToolkitGoogle App Engine e altre.

L’edizione del 2018 si è appena svolta e uno dei momenti più interessanti è stato indubbiamente la presentazione di una delle nuove funzionalità sperimentali di Google Assistant chiamata Google Duplex.

Cos’è Google Duplex?

Vediamo di spiegare nel modo più semplice possibile in cosa consiste Google Duplex: non avete voglia né tempo di telefonare al vostro dentista per avere un appuntamento? Duplex lo potrà fare per voi. Siete tra quelli che odiano telefonare al ristorante per sapere se ha un tavolo pronto ad accogliervi? Nessun problema, Duplex chiamerà per voi. Avrete insomma a disposizione una segretaria o un segretario virtuale – a seconda della voce che sceglierete – capace di prendere appuntamenti e gestire la vostra agenda al posto vostro, presto avrete a disposizione un fedele assistente che non andrà mai in ferie e al quale non dovrete neanche pagare i contributi Inps!

Google Duplex, il cui debutto per la fase sperimentale è fissato nell’estate 2018, permetterà all’assistente vocale del vostro Smartphone Android o nel vostro Google Home di effettuare delle chiamate vocali utilizzando voce e frasi incredibilmente naturali che renderanno la telefonata del tutto identica a quella che potrebbe sostenere una persona, al punto che l’interlocutore potrebbe non accorgersi che sta interagendo con un’applicazione. L’obiettivo dichiarato da Google è rendere Assistant il più naturale possibile riuscendo a rappresentare, in futuro, accenti e dialetti differenti da tutte le parti del mondo.

Per poter far capire in modo efficacie la portata dell’innovazione che Google sta mettendo a punto, durante il Google I/O  ai presenti in sala è stato fatto ascoltare la registrazione di un paio di telefonate fatte da Duplex particolarmente ben riuscite registrate durante i test fatti:  il risultato è stato sorprendente, l’intelligenza artificiale ha parlato proprio come avrebbe fatto un essere umano utilizzando intercalari, esitazioni, e persino versi tipici di una qualunque conversazione fra persone tipo “mm-hmm” o “ah-ha”, espedienti utilizzati a beneficio della naturalezza della conversazione che sul momento hanno suscitato ilarità nel pubblico presente ma così efficaci nel loro scopo che hanno immediatamente sollevato critiche di carattere filosofico ed etiche ancor prima che tecnologico, perché la domanda che ci poniamo di fronte a questa evoluzione è: “E’ giusto che chi riceva la chiamata sia all’oscuro che chi chiama non è una persona reale ma un sintetizzatore vocale?”

Il punto fondamentale su cui ci si interroga è se sia giusto ed etico che gli esseri umani “trattino” con una macchina pensando di avere a che fare con una persona. O, se vogliamo ribaltare il punto di vista, che una macchina “inganni” un essere umano simulando di essere anch’essa umana.

Quali sono i problemi legati all’utilizzo dell’intelligenza artificiale?

Per ora stiamo parlando semplicemente di prenotare una cena al ristorante o un appuntamento dall’estetista, ma le applicazioni di questa tecnologia, che si basa sul deep learning (l’apprendimento automatico che alcune intelligenze artificiali possono esercitare a partire dall’analisi di dati), sono vaste e potenzialmente pericolose. Basta immaginarsi un ipotetico software programmato non per fissare appuntamenti ma, ad esempio, per rubare dati.

Tenuto presente che il rapido sviluppo tecnologico al quale stiamo assistendo non si può e non si deve arrestare, occorrerebbe ed anche con una certa urgenza, mettersi nella condizione che non venisse utilizzato per scopi dannosi e che non compromettesse i rapporti sociali perché il problema non sta tanto nella tecnologia in sé ma nell’utilizzo che ne si fa. Anche perché se così non sarà, con un futuro con macchine indistinguibili dagli esseri umani – e potenzialmente molto più intelligenti di noi, le conseguenze potrebbero davvero essere catastrofiche tanto da rendere gli scenari descritti da Dick o da Asimov sempre più probabili.

Le critiche mosse a Duplex non sono rimaste inascoltate: al momento non è ancora chiaro in che modo, tuttavia sembra che anche Google abbia già cominciato ad affrontare la questione, quindi Duplex dovrebbe dichiarare esplicitamente la propria natura prima di iniziare una conversazione con un interlocutore umano. Probabilmente questo smorzerà la naturalezza dell’interazione mostrata durante l’evento, anche se si tratta di una mossa che appare obbligata.

Per ora, forse ancora per poco, siamo salvi: la lotta contro le intelligenze artificiali è rimandata e noi possiamo continuare tranquillamente (ma non troppo) a godere delle tecnologie che ci sollevano, distraggono, divertono e incasinano la vita (perché diciamolo: tutta queste applicazioni saranno anche molto utili ma in quanti hanno passato guai per quella chat lasciata aperta?).

Per sdrammatizzare il clima catastrofico da film post apocalittico che ho contribuito a creare, vi invito a guardare la parodia della celebre telefonata realizzata da un’agenzia milanese.

Simona ChitiGoogle Duplex: l’intelligenza artificiale telefona come un essere umano

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