Gli errori più comuni quando si usa Google Analytics

Ci sono alcuni errori che ritroviamo spesso negli account dei nostri clienti e che interferiscono con i rapporti di Google Analytics, vediamo quali sono e come evitarli.

 

Queste sviste capitano spesso, per questo saperle individuare, anche se non si è un Analyst professionista è importante per poter avere dei dati corretti da misurare e utilizzare. Vediamo assieme quali sono i 10 errori più frequenti:

 

  1. Installare più volte il codice di monitoraggio di Google Analytics

 

Spesso, magari per un cambio di agenzia o web master, vengono installati più codici di monitoraggio, magari utilizzando metodologie differenti: plugin, global site tag, google tag manager, ecc. Purtroppo se questo avviene tutte le page view vengono duplicate o triplicate, creando una reportistica completamente sfalsata.

Quindi per prima cosa controllate quante chiamate di GA scattano quando accedete al vostro sito web.

 

  1. Utilizzo di un codice di monitoraggio obsoleto

 

A proposito di codici di monitoraggio di Google Analytics, oltre ad installarne uno solo per property, è importante farlo nel modo corretto.

 

  1. Non anonimizzare gli IP

 

La definizione di Google sull’Anonimizzazione (o mascheramento) degli indirizzi IP:

La funzionalità di anonimizzazione degli indirizzi IP di Analytics imposta l’ultimo ottetto degli indirizzi IPv4 dell’utente e gli ultimi 80 bit degli indirizzi IPv6 su zero in memoria subito dopo l’invio a Google Analytics. In questo caso, l’indirizzo IP completo non è mai scritto su disco.

Le dimensioni geografiche vengono ricavate in un secondo momento da indirizzi IP anonimi.

 

Nelle nuove proprietà GA4 questo avviene automaticamente, ma se utilizzate ancora il caro vecchio Universal Analytics dovrete occuparvene voi seguendo delle semplici istruzioni.

 

  1. Non configurare gli eventi

 

Per quanto Google Analytics sia semplice e intuitivo, non si configura interamente installando il codice di monitoraggio. Per monitorare le azioni degli utenti, come la visualizzazione di un video o il clic su di un bottone e avere dati accurati, è necessario impostare degli eventi specifici.

Puoi farti aiutare da chi si è occupato della realizzazione del tuo sito web per implementare i singoli codici degli eventi che sono di tuo interesse.

 

  1. Non filtrare il traffico della tua azienda e dei partner

 

Per ottenere dei dati precisi escludi tramite i filtri il traffico proveniente dagli IP che abitualmente utilizzano il sito web, come l’ufficio marketing o l’agenzia SEO.

 

  1. Non utilizzare gli UTM

 

Davvero poco utilizzati, ma estremamente utili, sono gli UTM (acronimo di “Urchin Tracking Module”). Utilizzando questi parametri al termine delle vostre Url, potete tracciare in modo molto preciso il traffico di campagne pubblicitarie proveniente ad esempio dai Social.

Oltre a precisare la sorgente e il mezzo, gli UTM permettono di comunicare ad Analytics altri dettagli sulla provenienza del traffico, come: ID della Campagna, Nome della Campagna, Term e Content. Per aiutarvi nella creazione di questi parametri potete utilizzare il pratico Campaign URL Builder.

 

  1. Non confrontare le performance dei singoli canali

 

Spesso si parla di calo di traffico o di calo della durata della sessione o di aumento del bounce rate, ma in molti casi non si approfondisce a quale canale appartenga questa variazione.

Nella panoramica del pubblico trovate i dati complessivi, ma se scendete nel dettaglio del rapporto di acquisizione > Tutto il traffico > Canali, potete individurare qual è la fonte di traffico che ha subito la variazione.

Tramite questo rapporto potrete anche valutare gli effetti della consulenza SEO sul vostro sito isolando i dati del traffico organico.

 

  1. Impostare il protocollo esatto

 

Assicurati che nel pannello di amministrazione sia impostato correttamente il protocollo del tuo sito. Per verificarlo è sufficiente entrare nelle Impostazioni proprietà e confermare l’URL predefinito.

Questo è importante se vuoi garantire il monitoraggio accurato dei tuoi dati sul traffico.

 

  1. Ignorare il traffico spam

 

Spesso i siti web sono soggetti a traffico spam proveniente da bot, che ovviamente non deve essere considerato come i vostri utenti.

Se stai registrando delle anomalie ingiustificate forse è il tuo caso, controlla il report Referral di Google Analytics per identificare il traffico proveniente da bot.

Se utilizzi Google Analytics 4, il traffico generato da bot e spider noti è già escluso automaticamente.

 

  1. Non differenziare il traffico campionato rispetto al traffico non campionato

 

I dati di Google Analytics possono essere campionati o meno, ovvero GA può monitorare tutto il traffico o elaborarli con queste soglie:

I report predefiniti non sono soggetti a campionamento.
Le query ad hoc dei tuoi dati sono soggette alle seguenti soglie generali per il campionamento:

Analytics Standard: 500k sessioni a livello di proprietà per l’intervallo di date che stai utilizzando

Analytics 360: 100 milioni di sessioni a livello di vista per l’intervallo di date che stai utilizzando

 

Assicurati quindi di non fare affidamento su dati campionati durante la creazione di rapporti. E, se ti affidi a questi dati, capisci quali sono effettivamente le implicazioni di questi dati campionati.

 

La configurazione e la lettura dei dati è fondamentale per le vostre azioni digitali, affidatevi ad un esperto per una consulenza di Web Analytics.

 

Fissa un appuntamento