Il blog di Quindo

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Dove non esiste la crisi in tempo di crisi: il paradiso degli e-commerce

Nel 2016 la crescita dell’e-commerce in Italia è più che raddoppiata rispetto all’anno precedente arrivando al 19% e raggiungendo un fatturato di quasi 29 miliardi di euro.

Da sottolineare come il mobile continui ad affermare la sua importanza: su 40 milioni di italiani che hanno accesso ad internet, 27,8 milioni coloro che accedono da smartphone e 10,2 milioni da tablet, gli acquisti effettuati tramite devices mobili hanno segnato una crescita del 63%. Questa crescita è dovuta ad un aumento di fiducia da parte degli utenti, che li ha resi più propensi a concludere l’acquisto direttamente da mobile.

Gli utenti italiani hanno premiato non solo i mercati più maturi o i placemarkets esteri ma anche il mercato interno il cui fatturato ha rappresentato in media il 22% del totale segnando un incremento del 13% rispetto al 2015.

Tanti sono i motivi legati a questa straordinaria crescita:

  • Il risparmio in termini di tempo e spesa;
  • La possibilità di valutare le opinioni in rete prima di decidere;
  • La presenza di coupon ed offerte vantaggiose o comunque percepite come tali;
  • Il maggiore assortimento disponibile;
  • L’accesso a store non presenti sul territorio.
  • Il cambio di abitudini che la connessione ci ha portato e la maggiore fiducia acquisita con esperienze positive

Se pensiamo ad ogni utente come ad un potenziale cliente che può affacciarsi a dare un’occhiata alla vetrina virtuale del nostro negozio on-line, è facile intuire quanto la nuova soluzione di incontro tra richiesta ed offerta sia percepita da tutti come estremamente attraente.

Sembrerebbe quindi che aprire un e-commerce possa  sostituire in termini di lavoro semplice e guadagni facili il sogno del famoso chiringuito sulla spiaggia, ma come al solito non è tutto semplice come sembra;  vediamo prima di tutto la parte burocratica, distinguendo tra l’avvio di una nuova attività e l’implementazione della vendita on-line alla propria attività già avviata. 

Come avviare una nuova attività online?

Per l’avvio di una nuova attività occorrono innanzitutto tutti gli adempimenti necessari per qualsiasi tipo di impresa, a prescindere dal fatto che operi o meno nel settore del commercio elettronico:

  • la costituzione di una Società Commerciale
  • la presentazione, tramite la “comunicazione unica”, della SCIA entro 30 giorni dall’inizio dell’attività con conseguente iscrizione al Registro delle imprese della Cciaa e apertura della posizione previdenziale INPS
  • l’attribuzione della partita IVA
  • l’iscrizione al VIES qualora si vogliano effettuare delle operazioni di acquisto e vendita in ambito comunitario.

Come implementare la vendita online?

Nel caso invece dell’approdo sul web di un’attività già esistente è sufficiente comunicare alla Ccia lo svolgimento dell’ulteriore attività di commercio elettronico aggiungendo alle attività oggetto della vostra impresa il codice ATECO 47.91.10 “Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto via internet” , comunicare  all’Agenzia delle Entrate  l’indirizzo del sito web, l’internet service provider, l’indirizzo e-mail e di posta elettronica certificata, il numero di telefono e di fax.

Adempimenti fiscali per la vendita in Italia e nella CEE

Una volta sbrigate le attività e le comunicazioni sopra descritte, sarà possibile avviare l’attività professionale di vendita online. Per farlo è necessario sapere come vanno gestite le vendite secondo la vigente normativa fiscale.

Grazie a recenti semplificazioni è possibile vendere online sia in Italia che nella CEE attraverso l’annotazione giornaliera nel libro dei corrispettivi dell’ammontare complessivo (IVA compresa) delle vendite effettuate.

Questo significa che le vendite online verso i consumatori finali sono del tutto assimilabili a una vendita per corrispettivi senza l’obbligo di emissione della fattura fiscale. Una grande semplificazione che permette di conseguenza una gestione più snella e semplice di tutte le vendite. Va però specificato che il cliente finale può richiedere la fattura fiscale che in questo caso dovrà essere emessa dalla società venditrice.

Adempimenti fiscali per le vendite extra CEE

Le vendite effettuate al di fuori della CEE prevedono che venga emessa regolare fattura fiscale, esente IVA Ex Art.8. La merce spedita alla dogana sarà soggetta a IVA e dazi del paese di destinazione (a carico del cliente consumatore finale). Una volta effettuato lo sdoganamento e la consegna della merce, sarà necessario registrare i documenti MNR che attestano l’effettiva uscita della merce dal territorio comunitario e pertanto l’assoluzione degli adempimenti IVA e doganali.

L’aliquota IVA applicabile è quella del paese in vengono svolte le attività di vendita. In Italia, ad esempio, l’aliquota nazionale ammonta al 22%. Tale aliquota va mantenuta però solo fino al raggiungimento delle soglie previste dalla Comunità Europea che possono variare a seconda dei diversi paesi comunitari. Al superamento della soglia in uno o più paesi della CEE sarà necessario identificarsi mediante apertura di partita IVA estera in ogni paese in cui si siano superate le soglie previste. Tali soglie, a titolo esemplificativo, ammontano a 100.000€ di vendite per Germania e Francia, mentre si riducono a 35.000 per Spagna e Austria.

E dopo la burocrazia la meritocrazia

Se fatta professionalmente e ideata per raggiungere obiettivi gratificanti dobbiamo pensare al nostro negozio virtuale come a una vera e propria azienda, dimentichiamoci che una volta on-line il nostro sito in automatico convertirà  e monetizzerà  i nostri investimenti perché la delusione è dietro l’angolo.

Come tutte le attività dobbiamo far sapere al nostro target di utenti che ci siamo, che abbiamo i prodotti che stanno cercando, che acquistare tramite il nostro sito sarà semplice e garantito e che si vivrà un’esperienza equiparabile ad un acquisto fatto “di persona”. Che entrando nel nostro e-commerce troveranno una comoda  poltrona dove accomodarsi, una gentilissima  commessa che li consiglierà, che avranno tutto il tempo del mondo a disposizione per scegliere i loro acquisti, che avranno la possibilità di tornare in negozio se, quando saranno arrivati a casa, scopriranno che quel paio di scarpe coloratissime non sono proprio adatte al colloquio di lavoro che avranno il giorno successivo, oppure se quel maglione giallo acquistato sull’onda dell’entusiasmo non trova abbinamenti possibili con il resto del loro guardaroba.

È necessario pianificare e adottare una valida strategia di marketing affinché chiunque visiti il nostro sito e-commerce si trasformi da semplice curioso in cliente soddisfatto e portatore sano di altri clienti.

E comunque anche per il chiringuito fermiamoci un attimo a pensarci seriamente: avremmo dovuto trovare e acquistare una licenza previa una minima conoscenza delle regole e delle tendenze locali, avremmo dovuto valutare  bene su quale spiaggia, davanti a quale orizzonte aprire una realtà comunque di tipo economico, inutile negarlo ma noi tutti sappiamo che  potranno passare sei mesi o tre anni ma  probabilmente lo stare in spiaggia diventerebbe  da scelta ad obbligo e che “ops! hanno appena aperto un altro chiringuito sulla spiaggia vicina” e così avremmo dovuto inventarci urgentemente nuove promozioni, nuovi cocktails e pensare a rinnovare il bancone!

No, non esiste nulla di semplice e infatti la semplicità è il risultato visibile della complessità.

Simona ChitiDove non esiste la crisi in tempo di crisi: il paradiso degli e-commerce

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