Cosa sono le soft skills? E perché sono importanti per trovare lavoro

soft skills

Breve (ma doverosa) premessa sulla selezione del personale

La selezione del personale (recruiting) è un’attività che viene svolta da persone qualificate, che hanno competenze specifiche. Gli/le HR Manager, di norma, hanno una laurea triennale o specialistica in “gestione delle risorse umane” o in “business administration”.
L’articolo che stai per leggere è il frutto della mia esperienza professionale: negli ultimi 10 anni, ho selezionato prima i/le mie/i colleghi/e, poi collaboratori freelance (durante il periodo di libera professione) e, negli ultimi cinque anni, lo staff di Quindo.

Cosa sono le soft skills?

Le soft skills, o competenze trasversali, sono caratteristiche personali che riguardano il modo in cui percepisci te stesso e il modo in cui gestisci le relazioni con gli altri.

Un elenco (non esaustivo) di soft skills,  a titolo di esempio:

  • competenze comunicative,
  • etica del lavoro,
  • gestione del tempo,
  • gestione dei conflitti,
  • capacità di trovare soluzioni (problem solving),
  • capacità di adattarsi ai cambiamenti,
  • motivazione,
  • creatività.

Cosa sono le hard skills?

Definire le hard skills è molto più semplice, si tratta delle competenze tecniche che hai acquisito studiando o lavorando: la conoscenza di una o più lingue straniere, l’uso di strumenti informatici (come Excel o i tool SEO), gli attestati di corsi o certificazioni (Google Analytics, Google Ads, eccetera) o l’uso di altri strumenti utili al lavoro.

Perché le soft skills sono così importanti?

Da sempre, sostengo che siano più importanti le caratteristiche personali che non le cose che si sanno fare. E una delle frasi che dico più spesso, quando analizzo le candidature, è: “Non importa se non ha mai fatto la cosa X (leggi migrazione SEO, ottimizzazione di e-commerce Magento, eccetera), è una persona educatissima e scrive un italiano perfetto”.
Perché?
Perché posso insegnare tutto ciò che so, posso indicare quali risorse studiare o posso mandare le persone ad eventi formativi ma se sei una persona maleducata, saccente o che non sa rapportarsi in modo civile, sei una mina vagante (e come scrivere in italiano dovresti averlo acquisito alle scuole dell’obbligo).

Cercando un po’ di materiale per scrivere questo post, ho scoperto che secondo lo Stanford Research Institute International, il 75% del successo di un lavoro a lungo termine dipende dalla padronanza delle soft skills e solo il 25% da competenze tecniche.

Come valuto le soft skills nei curricula che ricevo. La mia esperienza

Ogni anno ricevo una media di cento candidature/curricula, la maggior parte spontanee.
No, non le leggo tutte.

C’è chi dice che la lettera di presentazione sia obsoleta ma una breve mail, che introduce la persona con il motivo per cui si candida, a me piace ed è sempre la discriminante che mi induce (o meno) a proseguire nella lettura del curriculum. Dalla mail con cui ti candidi, non solo capisco il livello di italiano scritto (ortografia e struttura delle frasi dimostrano cura e attenzione, oltre che la conoscenza della lingua) ma le parole che scegli per descriverti mi raccontanto la percezione che hai di te (così come l’uso dei verbi in forma attiva o passiva).

Adoro le persone intraprendenti che durante l’università hanno lavorato al bar, aiutato lo zio in officina o seguito un corso di pasticceria ma sono informazioni che voglio trovare collocate nel “posto giusto”, non tra le esperienze professionali o i corsi seguiti, perché Quindo è un’agenzia SEO.
Molte sono le strade per diventare SEO o per avvicinarsi al mondo digitale, apprezzo molto i curricula che mi raccontano l’esperienza professionale in linea con le nostre attività o i progetti personali curati sul web.
Come scegli le informazioni, mi dice se hai (o meno) letto il nostro sito, se ti sei un minimo informato/a su chi potrebbe selezionarti e se sei in grado di adattare il tuo curriculum.

La formattazione e lo stile del curriculum racconta molto di chi si candida. La scelta del formato europeo, se non espressamente richiesto, dimostra scarsa creatività. Personalmente, preferisco un semplice foglio Word con le informazioni organizzate in modo logico, in relazione alla propria seniority, se poi è anche graficamente piacevole ho l’impressione che il/la candidato/a abbia investito del tempo e, quindi, dedico più attenzione alla lettura.

I social network sono la cartina di tornasole. Sono sempre piacevolmente colpiata dai profili Linkedin curati, dalla gestione del livello di privacy di Facebook, o dalle foto di Instagram che mi raccontano le passioni del candidato/a. Negli anni ho imparato, a mie spese, che i profili blindati su Facebook rivelano collaboratori paranoici, che le foto succinte su Instagram sono lo specchio della condotta personale e che se condividi contenuti noiosi…
Sì, i social influenzano le mie scelte: posso rinunciare a qualsiasi hard skills ma non posso rinunciare ai valori condivisi. Ti consiglio di concentrarti sul valore aggiunto che i social possono dare a raccontare chi sei come persona e come professionista.

Se sei interessato/a a migliorare le tue hard skills in ambito SEO, puoi iscriverti gratuitamente, alla mia Accademia SEO su Facebook.
Se invece vuoi mandarmi il tuo curriculum, puoi farlo qui.

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