Il blog di Quindo

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Vanità e conversione: come scegliere le parole chiave? [Case history]

Le persone prima dei numeri

La lingua è uno strumento vivo che muta con l’uso dei parlanti, per sua natura tende all’introduzione di parole nuove, neologismi e parole importate da altre lingue: le persone cercano su Google come parlano. Quando analizzo un sito web, ancor prima di ogni considerazione tecnica, mi interrogo sul target potenziale e sul linguaggio che utilizza.
I fruitori del servizio / prodotto sono il primo parametro per definire una strategia SEO (e digitale) efficace (cioè che converta).

Consulente SEO non è una vanity keyword

Nel febbraio 2015, un collega mi intervista perché www.lauraventurini.it è il primo sito su Google per la ricerca “consulente SEO”, da quel momento inizio a ricevere una serie di messaggi ed email da colleghi e aspiranti tali. Uno in particolare mi colpisce, mi scrive: “brava, ma certo ‘consulente SEO’ è una vanity keyword”.

E invece no.

Ma cos’è una “vanity keyword”?

Una vanity keyword è una chiave di ricerca che soddisfa l’idea che si ha del proprio prodotto (o l’ego di chi lo vende) ma che non genera né traffico qualificato né un ritorno da un punto di vista economico.

Ad esempio, ho una pizzeria nel centro di Lucca e voglio essere primo su Google con ‘pizza margherita’. Con un minimo di buon senso, una pizzeria sceglierebbe una strategia SEO local, per farsi trovare da chi si trova nei pressi o per aumentare la notorietà del proprio brand: es. ‘pizzeria Lucca Pincopallina’ o ‘pizzeria a Lucca’ o ‘pizzeria Lucca centro storico’.
Se sono un commercialista a Milano e voglio essere primo con ‘fisco’ o ‘commercialista’, sono inutilmente autoreferenziale e non otterrò contatti qualificati. Una strategia SEO intelligente potrebbe essere quella di mischiare chiavi locali ‘commercialista Milano’ o ‘studio commercialista Milano’ e chiavi di più ampio respiro come ‘commercialista online’ o ‘commercialista online per privati’ per usare Google come trampolino per provare ad ampliare la propria attività.

Come ho scelto le parole chiave

Quando ho messo online il mio sito personale, mi sono interrogata sul mio “cliente ideale”. Il target che mi interessava raggiungere era l’imprenditore o il professionista consapevole di cosa fosse un’attività di SEO; certo un numero limitato di persone che però, nella mia (sempre) ottimista visione del mondo, sarebbe aumentato con la diffusione della conoscenza del web e dei suoi strumenti. E in effetti, negli ultimi cinque anni, il mercato italiano, benché in alcuni settori in ritardo anni luce, sta progressivamente maturando. La crescita esponenziale che gli e-commerce registrano di anno in anno, ha reso anche gli imprenditori più scettici, più consapevoli e informati.

Dunque, ho stilato una lista di chiavi di ricerca possibili, utilizzando gli strumenti gratuiti di Google: Keyword Planner, Google TrendsGoogle Instant e infine ho riflettuto su come avrei voluto posizionarmi sul mercato in base ai miei colleghi/competitor.

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Ho pensato che chi cerca ‘primi su Google’ di norma, non ha idea di cosa sia una ‘consulenza SEO’, quindi sarebbe stato più difficile spiegargli il valore del lavoro (e il costo).
Un consulente SEO è coinvolto in molti processi della filiera della vendita online: dall’architettura del sito al processo di ottimizzazione dell’esperienza di vendita; non sarebbe stato proficuo farmi trovare per ‘primi sui motori di ricerca’. Così ho scelto di puntare su parole chiave più specifiche ma che mi permettessero di profilare il cliente all’origine. L’assioma è presto fatto: chiave specifica per cliente specifico.

Nessun tool può sostituirsi ad esperienza, buon senso ed intuizione

Quando decidete di intraprendere un’attività SEO non fissatevi su qual è la chiave di ricerca con cui volete competere per essere primi, interrogatevi su qual è il cliente ideale, quello che se vi trovasse comprerebbe il prodotto o servizio che offrite. Gli obiettivi di una strategia SEO vincente sono intercettare traffico qualificato e incrementare il fatturato.

Laura VenturiniVanità e conversione: come scegliere le parole chiave? [Case history]

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