Il blog di Quindo

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5 consigli pratici per gestire i link interni del tuo sito

Si dibatte sempre molto sui backlink e sulle strategie di link building ma altrettanto importante è gestire (bene) i link interni di un sito, cioè quelli che collegano due risorse di uno stesso dominio, per ottimizzare il sito per i motori di ricerca e per garantire un’efficace esperienza di navigazione per l’utente.

I link interni sono di due tipi: quelli che permettono la navigazione nel menù principale (nel footer o nella sidebar) e quelli presenti nei singoli articoli. In tutti i casi è importante tenere presente che i link segnano dei percorsi per i motori di ricerca e per gli utenti.

 

Come gestire in modo semplice i link interni

1. Inserisci link in ogni pagina, responsabilmente.

Gli utenti usano i link per navigare all’interno di un sito, quindi includi link in tutte le pagine, in modo che chi naviga non incontri un “vicolo cieco” che li obblighi a “tornare indietro” o a uscire. Ma non esagerare con la quantità di link perché rischi di confondere gli utenti e rendere difficile la navigazione del sito (il buon senso è sempre la bussola).
Crea link che sono realmente rilevanti e importanti per il visitatore e ricorda:

Il numero di link interni che rimandano a una pagina è un’indicazione per i motori di ricerca in merito alla relativa importanza di tale pagina. Se una pagina importante non è visualizzata in questo elenco o se una pagina meno importante ha un numero relativamente elevato di link interni, dovresti considerare l’idea di riesaminare la struttura dei tuoi link interni. (fonte: Guida di Google Search Console)

2. Costruisci collegamenti tra pagine interne con parola chiave come ancora.

I link sul tuo sito web dovrebbero guidare l’utente verso altre pagine che offrono ulteriori informazioni, approfondiscono un argomento o rimandano a una risorsa. I collegamenti interni inviano anche segnali ai motori di ricerca e li aiutano a scansionare e a capire le tue pagine.
Quando aggiungi collegamenti interni, utilizza la parola chiave di destinazione della pagina come testo di ancoraggio – no questo non ti penalizzerà agli occhi di Google.
Sii coerente nella creazione dei testi di ancoraggio così come nella scelta della pagina di destinazione del collegamento

 

3. Link pertinenti verso siti autorevoli.

In molti mi chiedono: “posso linkare altri siti?”. Certo che sì!
Crea collegamenti tra i tuoi contenuti e siti autorevoli (Wikipedia, Ansa, etc.), scegli risorse pertinenti: fonti e risorse che aggiungono valore e contesto alle tue pagine. Se sei utile all’utente, Google ti premia.

Imposta sempre i link in uscita in modo che si aprano in una nuova finestra con il target=”_blank”, l’attributo HTML per aprire un link in un’altra scheda del browser. Questo perché l’obiettivo è diminuire la frequenza di rimbalzo.

<a href="https://www.quindo.it" target="_blank">Quindo</a>

Se usi WordPress è un’operazione ancora più semplice, ti basterà fleggare l’opzione “Apri il link in una nuova scheda”.esempio tag blank su wordpress

 

Ti consiglio di usare l’attributo blank solo quando rimandi a risorse esterne, per evitare che chi naviga il tuo sito si ritrovi decine di schede aperte nel browser.

4. Correggi i link non funzionanti.

I link che non funzionano, sono danneggiati o generano un errore (404) invece di guidare il visitatore verso una nuova pagina o una risorsa, hanno un impatto negativo sulla SEO. Assicurati che tutti i link in entrata e in uscita sul tuo sito funzionino.
Se puoi, evita di reindirizzare le pagine del tuo sito ad altre pagine, sostituisci i reindirizzamenti con link diretti.

Con Screaming Frog – strumento gratuito per la SEO audit – puoi controllare, filtrare ed analizzare i link interni del tuo sito. I “Bulk Export” ti consentono di scaricare dei reports analitici per avere sott’occhio, in pochi secondi, la situazione dell’intero sito. Oltre a monitorare numero e “ancore”, puoi verificare lo “status code”.

verificare link interniQuesto report segnala il corretto funzionamento dei link sul tuo sito. In particolare troverai quali link presentano erorri o reindirizzamenti:

  • redirection (3xx) inlinks;
  • client error (4xx) inlinks;
  • server error (5xx) inlinks.

5. Attenzione agli errori più comuni.

  • Non collegare tutte le pagina con le altre (l’utente deve avere un beneficio reale dal collegamento).
  • Fai attenzione a non inserire troppi link in uscita da una sola pagina.
  • Non utilizzare l’attributo “nofollow” nei link, altrimenti Google non può vedere e seguire il collegamento.
  • Non usare link interni che hai precedentemente bloccato tramite file robots.txt.
  • Non creare ancore irrilevanti come “clicca qui” o “leggi tutto”.

 

Adesso puoi verificare i link interni del tuo sito e migliorare l’ottimizzazione on-page del tuo sito. Se riscontri degli errori che non sai come correggere, vuoi implementare una strategia SEO efficace o hai bisogno di supporto, non esitare a scriverci!

Laura Venturini5 consigli pratici per gestire i link interni del tuo sito

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