Come aumentare il tasso di conversione grazie alla CRO (Convertion Rate Optimization)

aumento tasso di conversione

Quando si intraprende un percorso di Strategia Digitale, che sia essa incentrata sulla SEO, sulle campagne di advertising su Google ads oppure attraverso i Social, è fondamentale partire definendo attentamente gli obiettivi da raggiungere. Per poterli misurare ci avvaliamo dei KPI (Key Performance Indicator).

Nel Marketing, l’obiettivo (KPI) da raggiungere viene definito conversione.

Come si identificano le conversioni di un sito web?

Le conversioni di un sito sono quindi gli obiettivi da raggiungere. Devono essere misurabili e possiamo dividerle in due categorie: macro e micro.

Le macro conversioni sono quelle più semplici da individuare, si tratta dell’obiettivo finale, quello per cui abbiamo aperto il nostro e-commerce o creato il sito aziendale. Queste possiamo identificarle generalmente tra le seguenti azioni:

  • Inviare una richieste di informazione
  • Iscriversi alla newsletter
  • Concludere un acquisto online
  • Abbonarsi ad un servizio online
  • Richiedere un preventivo

Le micro conversioni sono un passaggio intermedio che l’utente compie sul sito prima di raggiungere l’obiettivo principale. Si tratta di azioni e/o comportamenti che aumentano il coinvolgimento e l’interesse. Vediamone alcuni esempi:

  • Aumentare le visite qualificate al sito
  • Aggiungere qualcosa nel carrello dell’e-comemrce
  • Cliccare su un contenuto multimediale
  • Scaricare un catalogo
  • Commentare l’articolo di un blog
  • etc.

Risulta quindi di primaria importanza identificare fin da subito gli obiettivi da monitorare e misurare.

Uno dei primi obiettivi quando si ha un sito aziendale o si vende online tramite e-commerce, è acquisire visibilità.

Ma cosa succede se, una volta ottimizzato il sito per i motori di ricerca, averlo posizionato più in alto rispetto ai competitor, aver raggiunto più persone possibile attraverso le campagne adv, il sito non converte?

Che cos’è e come si calcola il tasso di conversione

Abbiamo detto che le conversioni devono essere misurabili, dobbiamo quindi essere in grado di capire se la nostra strategia è performante, ecco che ritroviamo i nostri amati KPI.

Per capire il livello di performance di un sito in relazione alle conversioni, dobbiamo calcolare il tasso di conversione.

Il Tasso di conversione (o convertion rate) è il rapporto tra il numero di visite uniche al sito e il numero di conversioni generato.

Se vogliamo metterlo in formula ecco come andrebbe calcolato:

conversioni / visite uniche x 100 = tasso di conversione %

Ma senza scomodare la matematica, la convertion rate è facilmente individuabile impostando correttamente gli obiettivi di Analytics.

Ok, stavamo parlando di performance e di come migliorarle, quindi torniamo al punto.

Come aumentare le conversioni di un sito con la CRO

Ora che abbiamo capito come identificare, tracciare, monitorare e calcolare le nostre conversioni, come possiamo fare per migliorare questi dati?

Se per aumentare le visite qualificate organiche di un sito, posizionandolo più in alto possibile sui motori di ricerca per determinate parole chiave strategiche, ci avvaliamo di tutte le attività di Search Engine Optimization, per migliorarne le performance, in termini di conversioni, le attività da svolgere saranno legate alla Convertion Rate Optimization (Ottimizzazione del tasso di conversione)

Queste attività tengono conto del comportamento degli utenti una volta atterrati sul sito.

Quindi se tendenzialmente le conversioni che vogliamo aumentare con le attività di CRO, sono le macro conversioni, per arrivarci dovremo prima misurare ed interpretare i dati legati alle micro conversioni.

In pratica dobbiamo porci delle domande:

  • Il sito fornisce le informazioni che stava cercando l’utente?
  • L’esperienza dell’utente (UX) sul sito è soddisfacente?
  • La navigabilità del sito, una volta atterrati, è di semplice fruizione?
  • Le CTA (call to action) sono facili da individuare?
  • La distribuzione degli elementi sulla pagina di conversione (per esempio carrello o pagina dei contatti) invita a concludere l’azione in modo agevole?

In parole povere, dobbiamo metterci nei panni dei nostri visitatori, analizzare il loro comportamento, fornire loro le informazioni che si aspettano di trovare. Dobbiamo guidarli verso il flusso di azioni che li porterà a completare la conversione (Funnel di conversione).

SEO, CRO, KPI, CTA, UX, Funnel, ma che lingua è?

La verità è che si tratta per lo più di acronimi, un po’ ubriacano, perché arrivano da termini anglofoni e sembrano appartenere ad un linguaggio un po’ nerd, ma servono a dare un nome ad una serie di attività e raggrupparle. Facciamo un ripasso generale con un mini glossario:

SEO (Search Engine Optimization) = Tutte le attività che permettono di Ottimizzare un Sito per posizionarsi sui motori di ricerca. Ne abbiamo parlato anche nell’articolo “Cos’è la SEO?”.

CRO (Convertion Rate Optimization) = Identifica tutte le attività di ottimizzazioni che permettono di alzare il tasso di conversione.

KPI (acronimo Key Performance Indicator) = Si tratta dell’indice di andamento delle performance, serve a misurare gli obiettivi. Ne abbiamo parlato anche nell’articolo “Le misure contano. Come leggere i risultati di una consulenza SEO”.

CTA (Call To Action) = In italiano “Invito all’azione”, sono elementi presenti nella pagina di un sito che invitano, appunto, ad effettuare un’azione, identificabile come conversione. Ne abbiamo aprlato anche nell’articolo “La call to action perfetta”.

Funnel di conversione = Il flusso di azioni che l’utente compie per arrivare in fondo alla conversione.

UX (User Experience) = L’esperienza che l’utente ha, a livello di interfaccia grafica, quando naviga su un sito web.

Perché SEO e CRO vanno “a braccetto”

La prima attività per riuscire ad avere un sito che converte è sicuramente portare traffico al sito. Questo traffico dev’essere in target, qualificato ed interessato. Il sito deve fornire tutti gli elementi necessari per aiutarlo a finalizzare una conversione.

Viene da se che senza visite qualificate è inutile lavorare sul funnel di conversione. Allo stesso tempo, sappiamo ormai da diversi anni, che Google tiene sempre più conto del comportamento degli utenti sul sito e premia quelli che suggeriscono risposte esaurienti in termini di contenuti e di esperienza sul sito.

Per avere un sito completamente ottimizzato, quindi, l’ideale sarebbe integrare la strategia SEO con una strategia CRO.

Se ti sono rimasti dei dubbi a riguardo o ti interessa capire in che modo il tuo sito possa essere ottimizzato in tal senso, non esitare a scriverci!

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